Continuo la lettura di “Organizzare la conoscenza“, di cui avevo già iniziato a parlare in un altro post. Più che una vera e propria recensione o una semplice riflessione, mi limito ad annotare alcuni passaggi e a prendere degli appunti che potranno diventare, piano piano, materia per sviluppare altri lavori.

La classificazione a faccette consiste quindi in questo: una volta identificate le faccette tipiche del settore di cui ci stiamo occupando, per ogni documento da classificare verifichiamo se ciascuna faccetta assuma un qualche particolare valore.” (p. 26)

Le categorie fondamentali individuate da Ranganathan sono:

  • Personalità
  • Materia o proprietà
  • Energia
  • Spazio
  • Tempo

L’analisi a faccette, quindi, ci permette di scomporre il contenuto di un documento secondo i diversi aspetti tipici del settore disciplinare in questione: gli oggetti trattati, le loro proprietà, i processi che li coinvolgono, le operazioni che si esercitano su essi, gli agenti di tali operazioni, ecc.” (p.29)

Quello che mi affascina di più della catalogazione a faccette, è la possibilità di descrivere e ordinare gli elementi (di qualsiasi tipo) non necessariamente in funzione di un ordine gerarchico dato, ma semplicemente attraverso l’applicazione di alcune etichette che descrivono un aspetto (facet) dell’elemento, in base al quale possono essere elaborate diverse catalogazioni e, soprattutto, ricerche.

Ma ancora devo capire meglio molte cose…