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Mentre guardo con soddisfazione le cartelle ordinate in soffitta, divise meticolosamente tra formazione e lavoro, alla ricerca di una classificazione, mi sopraggiunge una piacevole sensazione, di aver fatto, di aver riordinato, di aver capito. Mi viene in mente anche il video del Liga ancora scapigliato che canta “Ho messo via…”
Mi aspetta ancora il lavoro più raffinato, mettere via anche nella testa, salvando l’utile e archiviando (e dimenticando, se possibile) quello che è inutile. Ma, come per Ligabue, non capisco perché non riesco a mettere via altre cose…
Intorno a me, intorno al tavolo e intorno al computer ci sono pile di cartelle archivio che racchiudono gli appunti e i documenti sui lavori che ho svolto negli ultimi anni. Non mi serve a niente tenerle ancora riposte in maniera ordinata sugli scaffali, non credo che andrò a ripescare qualcosa lì dentro.
Tuttavia mi rappresentano, in qualche maniera, per certi aspetti, in un determinato periodo.
Però, prima di toglierle di mezzo (devo ancora decidere se sbarazzarmene del tutto oppure se metterle in soffita o in qualche altro luogo remoto e polveroso), vorrei archiviarle non solo materialmente ma anche nella mia testa.
Ogni volta che devo misurarmi con la catalogazione, l’archiviazione e tutto quanto riguarda l’ordine da dare alle cose, mi viene in mente quello che mi ha fatto scoprire Lorenzo sul mondo della tassonomia, della catalogazioni non gerarchica, delle faccette e delle folksonomies.
Ma, oltre alla possibilità di organizzare quanto realizzato oppure trovato in natura, mettere ordine tra le vecchie carte è sempre scrivere un racconto, realizzare un patchwork… Così mi viene in mente la frase di Duccio Demetrio: “Conoscersi è mettere su un lenzuolo i frammenti pur sconnessi; si scopre un sapere di sé che dà maggior potere all’io: l’autoanalisi è inevitambilmente una mnemotecnica anche quando inventa ricordi per trovare i nessi tra loro e tentarne una sutura.”(D. Demetrio, Autoanalisi per non pazienti, p. 109).
Così, mi ripropongo di cercare un sunto di questi lavori, il senso di quello che ho fatto, un insegnamento che ne ho tratto, prima di archiviarli o sbarazzarmene per sempre…
