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Leggendo la newsletter del Centro Maderna, mi imbatto in un’interessante segnalazione riguardante un progetto dell’Auser denominato “Scrivo quindi sono”.

“Far diventare gli anziani cronisti della propria vita. E’ questo il senso del nuovo progetto promosso dall’Auser Nazionale ‘Scrivo quindi sono’ che ha ottenuto il finanziamento dal Ministero della Solidarietà Sociale e che si è avviato ufficialmente in questi giorni.”

La prima presentazione di questo progetto si terrà a Viareggio il 18 aprile prossimo, alle ore 16,30 presso la sala del Mercato dei Fiori in via Aurelia Nord.

Pubblico la segnalazione di questo interessante incontro, nell’ambito del Seminario “Archivi della memoria. Metodologia di ricerca e fonti orali” a Firenze, per venerdì 4 aprile 2008 alle 16, presso Palazzo Fenzi, Dipartimento di Studi storici e geografici, aula 23, via San Gallo,10

Nel corso dell’incontro verrà presentato il Videodocumentario di Daria Frezza e Clemente Bicocchi, introdotto da Adriana Dadà (Università di Firenze) e commentato da Giovanni Contini.
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Pubblico volentieri, linkando il sito che dà maggiori informazioni, la notizia di questo convegno internazionale su “Territori e memorie” che si terrà sull’Appennino bolognese (Castel d’Aiano) questo fine settimana, il 29  marzo 2008.

Il tema è la “linea gotica” con interessanti approfondimenti sulle modalità con cui valorizzare un patrimonio della memoria anche come territorio turistico.

Non so se riuscirò ad andarci, ma mi sembra comunque un’iniziativa interessante, sia sul fronte storico e di recupero della memoria, sia sul fronte turistico e promozionale.

E così ho deciso. Sono andato a vederlo da Mediaworld, dopo aver letto un bel po’ di recensioni e valutato attentantamente costo, prestazioni, dimensioni in base alle mie necessità.

Così ho lasciato 30 € di anticipo per prenotare il mio Asus Eee PC nuovo nuovo, compagno di viaggio e di scrittura, senza l’ingombro dei soliti portatili, al costo minimo di 299,00 €.

Sono elettrizzato da questa scelta e non vedo l’ora di averlo tra le mani per capire fino in fondo quanto sia utilizzabile per navigare, controllare la posta, scrivere testi, connettersi wireless fuori da casa, il tutto con un ‘aggeggino’ più piccolo di un foglio A4, pesante meno di un chilo.

Ci sono almeno un paio di cose che mi piacciono, oltre a quelle che ho elencato: il fatto che ci sia sopra un sistema operativo opensource (Xandros) e che con un costo così basso, alla portata di tutti, si offra agli utenti medi una soluzione veramente portatile a un prezzo sicuramente accessibile.

Non vedo l’ora di poter lanciare le mie dita a ticchettare sulla tastierina…Spero solo di non essermi sbagliato!

Ho lavorato tanto in questi anni su questo argomento. Solo più tardi ho scoperto il fondamentale saggio di Ong su “Oralità e scrittura“, ma non è stato un male.

Ho iniziato dalla scrittura, dal laboratorio del CEM nel 2003 con Gianni D’Elia e Salvatore Catalano, attraverso il Progetto Madeleine e la raccolta delle storie degli anziani nel Comune di Lari. Da lì ho continuato, formando i volontari per la Regione Toscana che hanno raccolto le storie di vita delle donne per la ricerca sulla capacità di cura della famiglia povera, come incaricato della Fondazione Labos. Parallelamente ho anche guidato la raccolta di storie nel Comune di Santa Luce e curato la pubblicazione “La rugiada sulle ginestre” sempre edita da Tagete Edizioni di Pontedera.

Non contento delle esperienze sul campo, ho seguito il corso di perfezionamento diretto dal professor Bosi all’Università di Parma su “Memoria, oralità e scrittura nell’era digitale” con la partecipazione del Laboratorio della memoria di Isola Dovarese. Lì ho avuto modo di incontrare persone che affrontavano la raccolta delle storie, delle testimonianze e di tutto quando fosse oralità da diversi punti di vista: storico, sociologico, psicologico, teatrale…

Ma ancora è un passaggio che mi affascina, la vera svolta epocale nella storia dell’Umanità: quando l’uomo è riuscito a far passare un messaggio indipendentemente dalla sua presenza fisica, scrivendo.

Adesso, che dedico buona parte del mio tempo a trascrivere le interviste che ho raccolto, mentre devo trasferire i suoni in una forma scritta che risulti il più possibile comprensibile e corrispondente all’intenzione di chi ha parlato, vivo sulla mia pelle l’eccezionalità di questo passaggio. Che, inevitabilmente, è tutto umano e non può essere rimesso, meccanicamente, alla trascrizione automatica del riconoscimento vocale.