Stai visualizzando l'archivio dei tag per il tag ‘tagete-edizioni’ .
Dopo la presentazione a Pisa, interessante per la chiacchierata con l’Assessora Guazzini ma deludente per la scarsa presenza di pubblico, domani saremo di nuovo con Athe Gracci a presentare il libro “Cittadina del mondo”.
Questa volta gioco (quasi) in casa: Castello dei Vicari a Lari alle 16.30.
Un ringraziamento per aver organizzato e promosso la presentazione va al Sindaco, Ivan Mencacci, e all’Assessora alle pari opportunità, Alessandra Guidi, che ha voluto inserire l’iniziativa all’interno delle manifestazioni per la celebrazione dell’8 marzo. Grazie.
Qui trovate ulteriori dettagli sulla presentazione.
Domani, 3 marzo 2008, presso la Sala del Consiglio della Provincia di Pisa, si terrà una nuova presentazione del volume che ho curato raccogliendo i racconti di Athe Gracci, Cittadina del Mondo.
La presentazione si inserisce all’interno del cartellone AfricAfrica promosso dalla Provincia di Pisa e dal Centro Nord-Sud.
Saranno presenti Athe Gracci e Valentina Filidei per Tagete Edizioni.
La presentazione verrà introdotta da un saluto dell’Assessora Manola Guazzini.
Durante la presentazione di venerdì 3 ottobre al Centro Poliedro di Pontedera del libro di Athe da me curato, Cittadina del mondo, ho registrato con il buon Zoom H4 gli interventi.
Nell’ambito della rassegna L’Era dei Libri che si terrà a Pontedera dal 2 al 5 ottobre 2008, presenterò il libro di Athe Gracci “Cittadina del mondo”. Mi sono limitato a curarlo raccogliendo e riordinando i racconti dell’autrice sull’esperienza della sua emigrazione. Oltre alla mia introduzione basata su un’intervista fatta ad Athe, nel libro è presente un’interessante prefazione di Duccio Demetrio.
Riporto dal programma: Il libro raccoglie alcuni scritti di Athe Gracci in cui l’autrice racconta la storia della sua emigrazione. Prima come contemporanea, trovandosi su un suolo straniero a misurarsi con la nostalgia e le difficoltà di adattamento; poi, una volta tornata a casa, ricordando un periodo intenso e perduto, legato alla giovinezza, intravedendo la conclusione del suo viaggio.
La memoria scorre come tema di fondo in ogni pagina, come se l’unica libertà, l’unico spazio di autentica dignità dell’essere, fosse quello del ricordo, attraverso la scrittura autobiografica.
L’appuntamento è per venerdì 3 ottobre 2008, alle ore 17, presso il Centro Poliedro, in Piazza Berlinguer n°1, a Pontedera (PI).
L’Università della Terza Età di Pontedera, con sede in Via Stazione Vecchia n° 12, ha compiuto i suoi primi vent’anni di vita nel 2007.
Per celebrare l’importante anniversario ha deciso di realizzare una pubblicazione che, come quella per i primi dieci anni, raccontasse la storia di questo percorso e servisse da promozione per le numerose attività che vengono svolte ogni settimana.
L’anno successivo alla realizzazione del Progetto Madeleine, nel 2006, ho curato la pubblicazione di un libro realizzato raccogliendo delle interviste a persone residenti nel Comune di Santa Luce, in provincia di Pisa.
Il libro, edito da Tagete Edizioni di Pontedera e prevalentemente distribuito nel Comune di Santa Luce, è il frutto di un’attività di formazione di un gruppo di volontari individuati con il Sindaco, Nadia Lenzini, che ha portato all’incontro con numerosi narratori.
Il libro è diverso da quello del Progetto Madeleine. in cui, sfruttando il progetto del Cesvot, avevo puntato a realizzare degli incontri di narrazione collettiva in cui l’obiettivo principale era la socializzazione degli anziani e la possibilità di creare dei contesti narrativi in cui, oltre a trasmettere storie anche alle giovani generazioni, vi era lo scopo di costruire o cercare di ritessere i legami a livello di comunità locali.
Nel libro realizzato per il Comune di Santa Luce, invece, l’obiettivo era quello di formare un gruppo di volontari per la raccolta di storie e la custodia della memoria del territorio, portando al racconto (registrato e poi trascritto) delle storie di alcuni personaggi presenti nelle frazioni di Pomaia, Pastina, Pieve di Santa Luce e nel capoluogo comunale, appunto, Santa Luce.
Così sono emerse figure interessanti, tutte dense di emozione e di ricordo: il minatore, il fornaio, il fabbro, il carbonaio, il giocatore di calcio, il musicista…
Ogni anziano che muore è una biblioteca che brucia.
Così recitava il sottotitolo del progetto e successivamente del libro, citando un proverbio africano di cui l’amico Mohamed Ba mi aveva parlato. Un ponte tra due culture profondamente lontane e diverse, accomunate dalla trasmissione orale dei saperi semplici, essenziali, autentici.
Il progetto è stato finanziato dal Cesvot con il Bando Percorsi di Innovazione del 2003, dopo l’illuminante laboratorio “Festina Lente” condotto da Gianni d’Elia e Salvatore Catalano al convegno Cem a Viterbo “Per un’educazione capace di futuro”.
Con questo progetto, con questa esperienza, iniziata con la progettazione nel 2003, la formazione anche attraverso seminari alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, l’inizio delle attività a settembre 2004 e la presentazione della pubblicazione a giugno 2005, si è aperta una strada.
Almeno per me.
Martedì 3 giugno alla Casa della Cultura di Cascina (PI), con l’Assessore alle Politiche Giovanili Paolo Cipolli e Valentina Filidei della Tagete Edizioni di Pontedera, abbiamo presentato il volume “Proposte e risate”, frutto del progetto che ho seguito come tutor, per conto della Cooperativa Sociale “Il Delfino”.
Il libro contiene il racconto dell’esperienza degli alunni delle scuole del Comune di Cascina, in Provincia di Pisa, come membri del Consiglio Comunale dei Ragazzi, dalla presentazione delle candidature per gli Istituti Comprensivi “Paolo Borsellino” di Navacchio, “Fabrizio De André” di San Frediano a Settimo e “Giovanni Falcone” di Cascina, attraverso i due anni di attività in qualità di consiglieri, dal dicembre 2006 al giugno 2008.
Si tratta di un’esperienza importante che ha fatto avvicinare per la prima volta i ragazzi al mondo della politica, provando a misurarsi con il funzionamento e i problemi di un Ente Locale, con alcune esperienze positive e qualche piccola delusione.
Leggi il seguito di questo post »
Ho lavorato tanto in questi anni su questo argomento. Solo più tardi ho scoperto il fondamentale saggio di Ong su “Oralità e scrittura“, ma non è stato un male.
Ho iniziato dalla scrittura, dal laboratorio del CEM nel 2003 con Gianni D’Elia e Salvatore Catalano, attraverso il Progetto Madeleine e la raccolta delle storie degli anziani nel Comune di Lari. Da lì ho continuato, formando i volontari per la Regione Toscana che hanno raccolto le storie di vita delle donne per la ricerca sulla capacità di cura della famiglia povera, come incaricato della Fondazione Labos. Parallelamente ho anche guidato la raccolta di storie nel Comune di Santa Luce e curato la pubblicazione “La rugiada sulle ginestre” sempre edita da Tagete Edizioni di Pontedera.
Non contento delle esperienze sul campo, ho seguito il corso di perfezionamento diretto dal professor Bosi all’Università di Parma su “Memoria, oralità e scrittura nell’era digitale” con la partecipazione del Laboratorio della memoria di Isola Dovarese. Lì ho avuto modo di incontrare persone che affrontavano la raccolta delle storie, delle testimonianze e di tutto quando fosse oralità da diversi punti di vista: storico, sociologico, psicologico, teatrale…
Ma ancora è un passaggio che mi affascina, la vera svolta epocale nella storia dell’Umanità: quando l’uomo è riuscito a far passare un messaggio indipendentemente dalla sua presenza fisica, scrivendo.
Adesso, che dedico buona parte del mio tempo a trascrivere le interviste che ho raccolto, mentre devo trasferire i suoni in una forma scritta che risulti il più possibile comprensibile e corrispondente all’intenzione di chi ha parlato, vivo sulla mia pelle l’eccezionalità di questo passaggio. Che, inevitabilmente, è tutto umano e non può essere rimesso, meccanicamente, alla trascrizione automatica del riconoscimento vocale.


Commenti recenti