Registrare le interviste con lo Zoom H4

Confrontandomi con altri ricercatori che raccolgono fonti orali, mi è capito di riflettere sullo strumento utilizzato, vagliando le varie soluzioni adottate.

Il primo dilemma, ovviamente, è quello tra analogico e digitale. Lasciando da parte la tecnologia analogica, troppo macchinosa per le possibilità attuali, scelgo decisamente il digitale, anche a scapito di qualche rischio in più che si può correre.

Sondando il mercato dell’offerta di registratori digitali, ci sono due grandi famiglie a cui rivolgersi: da un lato i Sony MiniDisc e, dall’altro, i dittafoni digitali (Sony e Olympus su tutte). Il primo, indubbiamente, offre una qualità di registrazione elevatissima, tanto da essere utilizzato anche da musicisti classici per performance in cui non si disponga di studi di registrazione, mixer e quanto altro. La seconda tipologia di registratori risulta essere molto versatile con la possibilità di realizzare rapidamente tracce multiple, per saltare rapidamente da un passaggio all’altro dell’intervista.

Nel primo caso, il limite maggiore è costituito dal supporto e dal formato di registrazione: la Sony obbliga, infatti, ad utilizzare esclusivamente i propri dischi (MD) e a poter trasformare le tracce solo attraverso un riversamento tramite cavo su PC o altro registratore digitale; in pratica, con l’alto costo e l’alta qualità di registrazione si limita all’utente l’utilizzo e la disponibilità di quanto ha registrato! La seconda soluzione supera il limite dell’utilizzabilità dei propri files, che possono essere trasferiti sul proprio PC (spesso attraverso un apposito software), ma con un notevole sacrificio della qualità in quanto concepiti esclusivamente per la registrazione vocale a fini di appunto o, al massimo, come strumento per la trascrizione degli interventi per la realizzazione degli atti di una conferenza, ma non come fonte sonora di alta qualità.

il mio zoom h4La soluzione per cui ho optato, uscendo da questi due binari, è quella proposta da una casa come la Zoom con il suo modello H4 che abbina l’alta qualità di due microfoni posti a X/Y (superiore a quella di un qualsiasi dittafono digitale) alla versatilità della realizzazione di files audio (MP3 o Wave a seconda del formato prescelto e della qualità del campionamento, archiviati su schede SD) che vengono visualizzati da un qualsiasi PC (perfino Linux) come se fossero presenti su un disco: pronti per essere copiati, modificati o archiviati su qualsivoglia periferica o disco rigido.

Il prezzo di questo registratore è di circa 250 € e, successivamente all’acquisto e all’utilizzo, ho scoperto con piacere delle interessanti recensioni (del mondo hi-fi) su questo prezioso strumento di lavoro.

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