Blog o Moleskine?

Io ciò* provato… Cioé, con il blog, con la scrittura online, col mettere in comunicazione i propri pensieri, le proprie ricerche, i propri interessi. Ma è più forte di me.

Anche se il blog consente di collegare testi, immagini, musiche, video, colori e quant’altro, tuttavia, ho bisogno di graffiare con la penna sulla carta, di scarabocchiare, di usare matite e pennarelli, di riempire le pagine e sentire che cambiano non solo nel colore ma anche nella consistenza, che l’inchiostro le fa increspare, le fa diventare come una carta geografica in rilievo, con montagne e depressioni…

Penso che, comunque, al massimo mi potrò abituare a fare un viaggio parallelo, tra carta e monitor, cercando di essere un ponte tra la tastiera e la penna. O almeno spero.

Intanto continuo a riempire il mio Moleskine

* influenzato dalla trascrizione delle interviste in dialetto pisano, uso la forma proposta da Guido Guidi nella sua Grammatica storica del vernacolo pisano, dato che la forma “ci ho” non rende, “c’ho” è proprio un errore… Quindi! Dice il buon Guidi: “Quando si ha c+i (quindi c palatale) + altra vocale, la i non viene fatta sentire molto distintamente e anche in questo primeggiano i toscani: ciabatta, ciuco. Ma più tipico è ci andai, dove la i quasi scompare ed è detta quel tanto che basta a rendere palatale la c.” (p.63)

Come sarò filologico!?!?!?!

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