Like a killer in the sun

Due libri italiani sul mio tavolo, un titolo americano sul monitor.

Il titolo è COME UN KILLER SOTTO IL SOLE. Ma si tratta solo della traduzione di una frase profonda, intensa, forte, così intensa da aver spinto due autori ad intitolare così i propri libri. Questo è il brano da cui è tratta, nella canzone Thunder Road di Bruce Springsteen.

Oh, come take my hand, riding out tonight to case the Promised Land,
Oh Thunder Road, oh Thunder Road, oh Thunder Road,
Lying out there like a killer in the sun,
Hey I know it's late we can make it if we run.
Oh Thunder Road, sit tight take hold, Thunder Road."

In italiano suona così:

"Prendimi la mano, questa notte cercheremo di raggiungere la Terra Promessa
sulla Thunder Road
che ci aspetta là fuori come un killer sotto il sole.
Lo so, è tardi, ma possiamo farcela se corriamo
Siediti e tieniti forte, Thunder Road, arriviamo!"

Ripesco su YouTube l’intera canzone nel video di un vecchio concerto del Boss:

Nonostante la potenza e l’intensità dell’invito fatto al vestito svolazzante di Mary a scendere dal portico e salire sull’auto, per avventurarsi su una strada polverosa e rumorosa che porta alla Terra Promessa, like a killer in the sun è stato utilizzato da questi due scrittori italiani per fini completamente diversi.

Il primo, Gabriele Falco, ha scritto un romanzo edito da Edizioni Clandestine, pubblicato nel 2004, sfruttando il verso di Thunder Road solo come pretesto, per richiamarlo esplicitamente in un passaggio quasi alla fine della storia:”Sono lucido, come da tempo non mi accadeva. I versi della canzone sono puntuali, mi spiegano in sole cinque parole come mi sento: un killer sotto il sole.

L’altro, invece, è il tentativo (ben riuscito, secondo il mio modesto parere) di ricostruire la biografia e l’opera di Bruce Springsteen da parte di Leonardo Colombati, nel volume antologico edito da Sironi Editore con prefazione di Ennio Morricone. Il libro ha fatto nascere anche un bellissimo blog, ricco di informazioni e costantemente aggiornato con tanto di newsletter! C’è un unico, ovvio e fortunato limite a quest’opera: che non può essere definitiva, perché il Boss ha ancora tanta strada da fare, rumorosa e libera come in Thunder Road oppure silenziosa e angosciosa , come sotto il ponte in Tom Joad…

L’immagine è forte, colpisce, segna. Ma come si sentirà un killer sotto al sole? Penso a uno che ha ucciso e, se non si trova in carcere, teme di essere beccato. E allora se ne starà nascosto da qualche parte, per evitare di essere arrestato e punito per quello che ha fatto. O, peggio, per essere a sua volta ucciso da chi potrebbe volersi vendicare.

Ma lui no. Se ne va, così, sotto al sole.

Non ha paura, non ha rimorsi, non ha rimpianti. Se ne sta in piena luce, on the sunnyside, e non ha paura di nascondersi. Non deve né rifugiarsi ai margini né limitarsi a ballare al buio…

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