La rugiada sulle ginestre

L’anno successivo alla realizzazione del Progetto Madeleine, nel 2006, ho curato la pubblicazione di un libro realizzato raccogliendo delle interviste a persone residenti nel Comune di Santa Luce, in provincia di Pisa.

Il libro, edito da Tagete Edizioni di Pontedera e prevalentemente distribuito nel Comune di Santa Luce, è il frutto di un’attività di formazione di un gruppo di volontari individuati con il Sindaco, Nadia Lenzini, che ha portato all’incontro con numerosi narratori.

Il libro è diverso da quello del Progetto Madeleine. in cui, sfruttando il progetto del Cesvot, avevo puntato a realizzare degli incontri di narrazione collettiva in cui l’obiettivo principale era la socializzazione degli anziani e la possibilità di creare dei contesti narrativi in cui, oltre a trasmettere storie anche alle giovani generazioni, vi era lo scopo di costruire o cercare di ritessere i legami a livello di comunità locali.

Nel libro realizzato per il Comune di Santa Luce, invece, l’obiettivo era quello di formare un gruppo di volontari per la raccolta di storie e la custodia della memoria del territorio, portando al racconto (registrato e poi trascritto) delle storie di alcuni personaggi presenti nelle frazioni di Pomaia, Pastina, Pieve di Santa Luce e nel capoluogo comunale, appunto, Santa Luce.

Così sono emerse figure interessanti, tutte dense di emozione e di ricordo: il minatore, il fornaio, il fabbro, il carbonaio, il giocatore di calcio, il musicista…

Il titolo è una delle cose più belle che mi sono rimaste.

Una volta completata la fase di raccolta delle interviste, al momento di confezionare il libro assemblando la mia introduzione e i testi degli intervistatori, ci siamo messi a riflettere su quale titolo potesse esprimere in maniera evocativa il contenuto del libro, senza cadere nel retorico e nel banale. Allora Leonardo Antonelli, uno degli intervistatori di Pieve, tirò fuori dal cilindro questo titolo, richiamandosi alla storica presenza delle ginestre sulle colline che ricoprono il territorio comunale, sradicate da molti anni per lasciare il posto alle colture. Tuttavia, lungo la strada che delimita il bosco verso il monte e i campi coltivati verso il mare, si possono ancora vedere spuntare spontaneamente le ginestre che, in primavera, coprono di chiazze gialle molti punti colorando il paesaggio come pennallate di impressionisti. La rugiada che si deposita sui petali dei fiori è come la nostra memoria, delicata e labile, bisognosa di cure, pronta a sparire con il primo sole del mattino…

A due anni di distanza dalla pubblicazione e dalla presentazione, mi chiedo se questo libro sia servito a qualcosa, se abbia contribuito a diffondere e preservare la memoria collettiva di un territorio o se sia stato solo una bella esperienza per me, per l’Amministrazione comunale, per i volontari intervistatori e, soprattutto, per coloro che hanno potuto raccontare la loro storia e hanno avuto di possibilità di lasciare una traccia del loro transito terrestre, a parenti ed amici, su un libro stampato e distribuito…

Non so rispondermi, non definitivamente almeno.

Sono solo sicuro che ci siano storie che hanno bisogno di essere raccontate ed è necessario che vengano trasmesse perché non devono perdersi. Altre, invece, vengono sepolte nel cuore degli uomini, per perdersi per sempre.

Ma non saprei dire quali siano da salvare e quali da lasciar sprofondare.

Certe volte è solo fortuna.

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5 pensieri su “La rugiada sulle ginestre

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