Dipingere la luce

Non ho le capacità né le competenze per parlare di arte, per parlare di quadri e ripercorrere la strada fatta da un movimento pittorico per affermarsi, attraverso tecniche e teorie. Ma mi piacciono gli impressionisti, da sempre.

Vincent van Gogh - Ponte di Clichy

Così sono andato a vedere la mostra a Palazzo Strozzi “IMPRESSIONISMO – Dipingere la luce dove sono raccolti alcuni quadri del periodo impressionista e neoimpressionista, dedicando una particolare attenzione alle tecniche utilizzate e all’analisi delle opere attraverso strumenti tecnologici. In molti casi, infatti, si è cercato di ricostruire il processo di realizzazione del dipinto, andando a vedere quanto avesse inciso la realizzazione en plein air e, inoltre, smascherando il metodo utilizzato da alcuni famosi impressionisti. Per tutte le informazioni sui quadri e sul percorso suggerito, è possibile consultare il sito di Palazzo Strozzi, quello ufficiale della mostra, dare una sbirciata alla rassegna stampa, oppure consultare un blog che ne parla ampiamente.

La cosa che mi ha colpito maggiormente, confermando un’idea che ho da tempo, è che anche i quadri impressionisti, spesso identificati con l’istintualità più spontanea dell’atto creativo, sono il frutto di determinati mezzi tecnici (pennelli, tele e colori nuovi rispetto alla precedente tradizione) e di una scelta metodologica rigorosa (un disegno ben studiato, l’utilizzo di un certo stile della pennellata…).

Ogni opera d’arte, per quanto frutto di uno slancio creativo spontaneo e travolgente, ha bisogno di una tecnica e di uno studio che si pieghino alla realizzazione e alla concretizzazione di quello spunto che, in caso contrario, rimarrebbe solo un bellissimo impulso ma grezzo o, peggio, mozzo. Sarebbe come pensare che un fotografo, per il semplice fatto che deve “solamente” spingere un bottone, realizzi i propri capolavori basandosi esclusivamente sull’istinto del momento, senza conoscere niente di esposizione, inquadrature, equilibrio, colori, sviluppo, ecc…

Questo non vuol dire che la tecnica sia fondamentale, ma che occorre conoscere lo strumento espressivo che si intende utilizzare per poter trasformare un’emozione, un’idea, in un’opera d’arte. Almeno secondo me.

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