Riordinare il disordine

Oggi si è concluso il percorso di tre lezioni su “Dare ordine al disordine“, tenuto da me e dal Professor Nannetti all’Università della Terza Età di Pontedera.

Come preannunciato, il primo incontro ha avuto per oggetto le fonti orali: il modo con cui si costruisce un documento sonoro nella relazione tra narratore e ascoltatore; il secondo la retorica e la narratività musicale: alcuni esempi degli artifici retorici utilizzati, ad esempio nei madrigali, per sottolineare alcuni significati del testo; nel terzo incontro, quello conclusivo, siamo andati “alla ricerca di un sincretismo tra musica e parole“.

In pratica, sulla base di tre precedenti corsi tenuti all’UTE, abbiamo voluto cercare di indagare il problema della forma nell’atto creativo, passando da un bisogno creativo alla creazione vera e propria, che necessita l’intermediazione di una struttura che possa essere recepita, decodificata e compresa dal fruitore.

Alla fine abbiamo sottolineato l’importanza dell’esecutore (prendendo a prestito questo termine dall’esperienza musicale) e della relazione che si instaura con l’ascoltatore.

Gli incontri hanno avuto una presenza, in media, di circa 25 persone. Non male.

Non è sempre stato facile riuscire a farsi capire, a spiegare esattamente quello che volevamo dire.

Ma è stato bello provarci e sicuramente molto interessante per l’argomento che abbiamo cercato di approfondire.

Bene.

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