Beccanoce, chi era costui?

Con questa affermazione manzoniana, parificando il buon guaritore pecciolese al vecchio Carneade, sulla pagina delle Novità pisane in libreria, La Nazione di oggi, domenica 6 dicembre 2009, pubblica questa recensione del libro “Beccanoce. La storia mai raccontata” edito da Felici Editore nel 2009.

Quella di Beccanoce (Felici editore, 13 euro) non è una storia inventata. Per niente. Anche se il mistero che l’accompagna ha molto della fiaba. Ma a Ponsacco e dintorni, fino a Pisa, tutti sanno chi è Beccanoce, all’anagrafe Luigi Volpi. E’ un uomo grande e grosso di quasi settant’anni, con i capelli argentati pettinati all’indietro, gli occhi celesti e una faccia buona. Figlio di un mezzadro delle nostre campagne, è conosciuto come colui che ha le mani che guariscono. Basta che con le sue manone lui tocchi le parti malate di una persona, che la malattia se ne va, come nei miracoli. Questa, almeno, è quello che si dice. E si dice  anche che abbia il dono di vedere la vita delle persone solamente guardandole, di riuscire a trovare l’acqua attraverso una bacchetta d’ulivo e molto altro. Questo è anche quello che Massimo Novi, giovane laureato in giurisprudenza e già autore di altri libri, ci racconta nel volume da poco pubblicato e in libreria. Non un romanzo, però, ma la vera storia di Beccanoce. Sia la sua personale, della sua infanzia e della scoperta dei suoi poteri all’interno di un mondo contadino molto popolare e distante dalla cultura. Sia quello di 60 persone, ex ammalati che lui ha guarito con l’imposizione delle mani. Un quadro il più possibile neutrale degli avvenimenti da cui l’autore è certamente rimasto colpito. Ma il giudizio finale resta ai lettori.

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