Storia di Beccanoce – Il contadino che cura con le mani

Sull’inserto “Sette giorni Livorno” del Tirreno di oggi c’è questo bell’articolo sulla presentazione di domani:

LIVORNO. Si intitola “Beccanoce, la storia mai raccontata” il libro di Massimo Novi che sarà presentato domani alle ore 19 alla Gaia Scienza. La storia è quella di Luigi Volpi, figlio di una famiglia di mezzadri della campagna pisana. Miracolosamente sopravvissuto ad un male terribile all’età di 5 anni, diventa un guaritore la cui fama si estende rapidamente in tutta la Toscana, da Lucca a Volterra, da Montecatini e a Livorno. Oggi tutti lo conoscono con il suo soprannome: Beccanoce, l’uomo dalle mani che guariscono. Anche a Livorno Beccanoce ha operato numerose guarigioni, soprattutto in ambito sportivo (basket e pallavolo) e tra i pescatori, come nel caso del signor Curcio. Massimo Novi, in un lavoro di ricerca che è durato quattro anni attraverso numerose località toscane, ha raccolto oltre 60 testimonianze di persone guarite e risanate che raccontano il loro incontro con il prodigioso Beccanoce. Oltre al racconto delle guarigioni operate negli ultimi sessanta anni, il libro contiene le testimonianze – fedelmente trascritte in vernacolo – di coloro che possono raccontare come Beccanoce riesca a trovare l’acqua, come sia riuscito ad indicare il luogo in cui si trovavano i corpi di persone suicidate e, oltre a questo, quando ha combattuto contro le “streghe” che avevano fatto malocchi e fatture.

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