Narrare. E battere rapidamente le dita sui tasti

Certe volte mi accorgo che gli articoli (o, meglio, post) sul blog finiscono per essere mere comunicazioni da bollettino dei naviganti: il tal giorno sono lì, il vento che tira è così, cielo sereno o poco nuvoloso.

E basta.

Invece è la narrazione che deve prendere il sopravvento, che deve essere al di sopra di tutto.

Per esempio, adesso, sto scrivendo da un posto meraviglioso, a un tavolino su una terrazza che si affaccia su colline verdi di vigne, mentre le cicale friniscono ossessivamente in maniera assordante.

E penso. Un po’, così, come viene.

E provo anche a scrivere, cercando di trovare i tasti con la memoria digitale delle mani, con lo sguardo fisso sullo schermo, senza stare troppo a preoccuparmi di qualche carattere sballato, provando a fare in modo che il movimento meccanico delle dita riesca a far affiorare i pensieri e le sensazioni, senza soffermarsi troppo nella parte razionale.

Alla ricerca di un maggiore equilibrio tra i due emisferi del cervello.

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