Cloud reading

Gli ebook stanno entrando. E si sente.
È un po’ come la rivoluzione degli mp3, anche se forse un po’ più lenta.
In fondo siamo da sempre abituati all’idea che la musica sia un bene immateriale e, inoltre, siamo stati facilitati da una progressiva riduzione delle dimensioni: dai vinili e bobine, siamo passati alle cassette e ai cd, per poi arrivare ai lettori walkman e, infine, ai lettori mp3, ipod in testa.
Infine è arrivato napster con la rivoluzione della condivisione peer to peer della musica. Pirata.
Adesso tocca ai libri.
Per cui, i lettori accaniti persino giovani, sentono uno strano feticismo: il bisogno della carta, dell’odore delle pagine, da scribacchiare, arricciolare, strofinare. E, da un lato, non si può che dare ragione a chi la pensa così.
Tuttavia, penso che occorra distinguere tra un manoscritto amanuense, una prima edizione ottocentesca e un tascabile fresco di stampa: per le prime due categorie penso che l’oggetto sia quasi inscindibile rispetto al contenuto mentre per l’ultimo, soprattutto visto che viviamo in un mondo fatto di informazioni da web 2.0, è probabile che le cose stiano un po’ diversamente.
Così, mentre Apple lancia le sue nuvole, anche Amazon prova a farlo nel suo settore specifico: quello librario.
Così, semplicemente, è possibile leggere un estratto di un libro fresco di stampa in pochi minuti, in maniera completamente gratuita; decidere se acquistarlo, sempre con un solo click; averlo, in versione integrale, subito a disposizione. Pagando, ovviamente.
Il libro appena acquistato, inoltre, sarà sempre disponibile per il lettore, ovunque si trovi, a prescindere dal possesso di quel preciso libro.
Potrà leggerlo tranquillamente sul suo lettore ebook (meglio se kindle, ovviamente, per soli 99 €), oppure sul suo smartphone (sia Apple che Android, con l’applicazione dedicata) o, ancora, sul proprio pc (magari al lavoro…) tramite l’apposito sito.
Il tutto sempre sincronizzato. In pratica: se mi trovo in treno o in metropolitana e leggo alcune pagine dallo smartphone, posso riprendere la lettura dallo stesso punto mentre mi trovo in pausa al lavoro oppure, infine, riprendere a leggere più comodamente in poltrona o a letto sul kindle mentre sono a casa.
Con la sicurezza che la mia libreria sarà sempre disponibile, portabile e accessibile in pochi centrimetri di spazio.
E non sarebbe una rivoluzione questa?
Povero Gutenberg…

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