Dall’Italia alla Russia. E ritorno.

Pietro Mozzo, sardo di origine ma livornese di adozione, racconta la sua storia di soldato. Inviato dalla Sardegna prima in Francia e poi sul fronte russo.

Un sopravvissuto della ritirata dal Don, grazie ai molti espedienti per sopravvivere al freddo e agli stenti a cui sono stati sottoposti i soldati italiani, con gravissime perdite.

Olinto Pucci e i mobilieri di Ponsacco

Qualche anno fa, su incarico del Responsabile della Rete Museale della Valdera Dott. Roberto Cerri, ho realizzato alcune interviste per sostenere i musei del territorio.
Tra questi, ha avuto particolare importanza quello di Ponsacco dedicato al legno e all’esperienza dei mobilieri che hanno reso celebre la Valdera in Italia e nel mondo.

Questa l’intervista di Olinto Pucci (deceduto nel 2019) fondatore della POP di Ponsacco.

Olinto Pucci e il racconto della nascita della sua azienda

Calcinaia dal fascismo alla Liberazione

Su incarico dell’Amministrazione Comunale di Calcinaia ho condotto il progetto di raccolta delle memorie sulla Liberazione del Comune (avvenuta il 1° settembre 1944), intervistando alcuni testimoni del passaggio del fronte.

Tra questi Alvaro Sani che ricostruisce questo momento delicato, aggravato dallo stazionamento del fronte durante l’estate del ’44 quando i tedeschi difendevano i territori a nord dell’Arno e gli angloamericani avanzavano da Sud, arrestandosi in attesa degli sviluppi sugli altri fronti.

Le testimonianze, insieme a una prefazione storica e al lavoro svolto dagli studenti delle scuole medie, sono confluiti nel volume Campane di libertà. Materiali per la ricostruzione delle vicende intorno alla liberazione di Calcinaia pubblicato nel 2014.

Una guerra perduta: il fronte greco-albanese

Armando Angeli, nel 2013, raccontò a me e Michele Quirici, nella sua casa di Pontedera, la sua vita da soldato sul fronte greco-albanese.

Una guerra dura e perduta, di cui si è smarrita la memoria. Ricordare le sconfitte non piace a nessuno. Stessa cosa per l’Africa.

Meglio parlare di partigiani vittoriosi a fianco degli americani.

Eppure tanti soldati italiani hanno perso la vita per la Patria, in giro per il mondo. Ricordiamoci anche di chi, convinto o meno, è partito per fare il suo dovere.

La dura vita dei piccoli editori

Ho pubblicato più di 10 libri, tutti con piccoli editori.

Dalla nascita di Tagete Edizioni, ho collaborato sempre con Michele Quirici che mi ha affidato il compito di dirigere la collana Memorie del Novecento.

Non è facile la vita dei piccoli editori che non possono contare su grandi capitali e su una fitta rete di distribuzione.

Eppure il loro ruolo è fondamentale nel dare la possibilità a chiunque abbia un manoscritto nel cassetto di vederlo stampato e poterlo vedere sugli scaffali di una libreria e, con un pizzico fortuna, magari raggiungere qualche lettore che decida di immergersi in quella storia.

L’omicidio del prete di Cevoli

Nell’ambito del Progetto Madeleine, realizzato per l’Auser di Lari tra il 2004 e il 2005, ho raccolto molte memorie del territorio confluite anche nel volume pubblicato da Tagete Edizioni.

Tra queste il racconto dell’omicidio di don Ugo Bardotti, avvenuto nel 1951, che lasciò un segno profondo nella memoria collettiva sopratutto per gli strascichi giudiziari e per le implicazioni politiche.

Qui lo racconta Adriano Beltrami.

Del film su Western Stars ne potevamo fare a meno

Di ritorno dal pellegrinaggio nel New Jersey, per vedere dove è cresciuto il Boss tra Freehold e Asbury Park, mi ritrovo in una sala cinematografica a vedere questo film, pubblicizzato come un “film su Bruce Springsteen”.

Dopo l’esperienza di Broadway e la lettura di Born to Run, questo film è sicuramente un gradino sotto: tecnicamente molto bello e il Boss in versione nonno che guarda alle proprie spalle per dare consigli ai nipotini è gradevole.

Ma da lui mi sarei aspettato di più o, forse, qualcosa di diverso.

Lo aspettiamo in tour. Presto.