Grazie Pablito. Però…

Mi ha profondamente addolorato la scomparsa di Paolo Rossi.

Prima di tutto perché mi è sempre sembrato una brava persona; poi perché è morto giovane e ha lasciato moglie e figli troppo presto. Infine, perché ha rappresentato per gli italiani il simbolo del ritorno sulla vetta del mondo nello sport più popolare del globo.

Possiamo dire che il primo vero mondiale (la prima Coppa del Mondo, anziché l’abbandonata Rimet) l’abbiamo vinta in Spagna nel 1982. E per tutta l’Italia, con Pertini che si sbracciava in tribuna, è stato un trionfo e un riscatto. Il coronamento del boom economico e il superamento della stagione delle stragi, il lancio per quei favolosi anni ’80 che non hanno avuto più eguali e, probabilmente, non ne avranno in futuro.

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Ricordi d’estate

Non tornerà più la sensazione di libertà della Golf GTI a benzina, un mangianastri con dentro una cassetta con una compilation scritta in inchiostro colorato. Aida, Ad esempio a me piace il Sud, Ma il cielo è sempre più blu. Vent’anni fa.

Uscire di casa per andare verso il mare, con la luce ancora forte e l’odore d’estate che entra dal finestrino.

E la sensazione di lasciare il mondo alle spalle, senza nessuno che ti può rintracciare perché quel tempo è solo tuo. Da dividere con lei.

E anche se non torneranno più quei giorni, saranno sempre qui, vicino, a farmi compagnia.

Olinto Pucci e i mobilieri di Ponsacco

Qualche anno fa, su incarico del Responsabile della Rete Museale della Valdera Dott. Roberto Cerri, ho realizzato alcune interviste per sostenere i musei del territorio.
Tra questi, ha avuto particolare importanza quello di Ponsacco dedicato al legno e all’esperienza dei mobilieri che hanno reso celebre la Valdera in Italia e nel mondo.

Questa l’intervista di Olinto Pucci (deceduto nel 2019) fondatore della POP di Ponsacco.

Olinto Pucci e il racconto della nascita della sua azienda

Calcinaia dal fascismo alla Liberazione

Su incarico dell’Amministrazione Comunale di Calcinaia ho condotto il progetto di raccolta delle memorie sulla Liberazione del Comune (avvenuta il 1° settembre 1944), intervistando alcuni testimoni del passaggio del fronte.

Tra questi Alvaro Sani che ricostruisce questo momento delicato, aggravato dallo stazionamento del fronte durante l’estate del ’44 quando i tedeschi difendevano i territori a nord dell’Arno e gli angloamericani avanzavano da Sud, arrestandosi in attesa degli sviluppi sugli altri fronti.

Le testimonianze, insieme a una prefazione storica e al lavoro svolto dagli studenti delle scuole medie, sono confluiti nel volume Campane di libertà. Materiali per la ricostruzione delle vicende intorno alla liberazione di Calcinaia pubblicato nel 2014.

Una guerra perduta: il fronte greco-albanese

Armando Angeli, nel 2013, raccontò a me e Michele Quirici, nella sua casa di Pontedera, la sua vita da soldato sul fronte greco-albanese.

Una guerra dura e perduta, di cui si è smarrita la memoria. Ricordare le sconfitte non piace a nessuno. Stessa cosa per l’Africa.

Meglio parlare di partigiani vittoriosi a fianco degli americani.

Eppure tanti soldati italiani hanno perso la vita per la Patria, in giro per il mondo. Ricordiamoci anche di chi, convinto o meno, è partito per fare il suo dovere.

La dura vita dei piccoli editori

Ho pubblicato più di 10 libri, tutti con piccoli editori.

Dalla nascita di Tagete Edizioni, ho collaborato sempre con Michele Quirici che mi ha affidato il compito di dirigere la collana Memorie del Novecento.

Non è facile la vita dei piccoli editori che non possono contare su grandi capitali e su una fitta rete di distribuzione.

Eppure il loro ruolo è fondamentale nel dare la possibilità a chiunque abbia un manoscritto nel cassetto di vederlo stampato e poterlo vedere sugli scaffali di una libreria e, con un pizzico fortuna, magari raggiungere qualche lettore che decida di immergersi in quella storia.