Ogni anziano che muore, è una biblioteca che brucia

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Fuggire… dall’alzheimer

Triste destino quello del Dott. Alois Alzheimer, pur essendo diventato famoso e aver vinto l’oblio conseguente alla scomparsa da questa Terra.

Il grande merito che l’Umanità può riconoscere a questo medico tedesco è quello di aver scoperto

un processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l’individuo che ne è affetto incapace di una vita normale

Con questa patologia la vita diventa una continua perdita di riferimenti, sopraggiunge una stroboscopica intermittenza di ricordi, mentre prende sempre più spazio la vividezza di nomi e volti ormai scomparsi, con l’angoscia prodotta dall’incapacità di ricordare molte delle cose accadute negli ultimi anni.

Perdendo, progressivamente, anche le funzionalità fisiche e motorie.

Non rimane altro che fuggire.

Anche senza sapere per dove…

Dal passato, un biscotto…

Incuriosito, vado a vedere cosa è rimasto sul sito del Progetto Madeleine, il primo tassello di un percorso che ha portato numerose pubblicazioni, la nascita dell’Associazione Il Giardino degli Elefanti e, oggi, della webradio Radio Elephant.

Le fiabe di mio padre diLuciana Stella Tretter

La sera d’estate si usava scendere con le sedie sul grande marciapiede. Di solito noi bambini si stava seduti sui gradini del portone e mio padre, sereno, importante, con la sua eterna pipa in bocca, raccontava una fiaba. Era un silenzio, un’attesa unica, per tutti direi, non solo per noi bambini, ma anche per le signore del palazzo. Era lungo, poi, arrivare alla sera dopo per sentire il seguito della novella. Mio padre aveva un modo molto particolare per raccontare le sue storie, le intervallava con lunghe pause proprio nei punti dove si stava tutti col fiato sospeso. Ricordo ancora alcune di quelle fiabe: Tignetta, La principessa indemoniata, Ammazzasette. Con quanta ansia seguivo quei meravigliosi personaggi. Questo avveniva nel luglio e nelle sere tiepide di settembre, perché d’agosto andavamo al mare a Marina di Pisa con gli zii Redini e mio cugino Mario.

Dopo anni, trovare ancora una testimonianza di una persona morta da tempo su un sito Internet è comunque una bella sensazione, percependo la misura della conversazione, secondo lo spirito del Progetto Madeleine, in base al quale ogni anziano che muore è una biblioteca che brucia.

Liberazione

In occasione della festa della Liberazione, esce anche il nuovo articolo per Voci della memoria su Il Fogliaccio.

Si tratta della storia di Piero Grassini, di cui ho già parlato in un altro articolo, che racconta la vista del bombardamento sopra Pisa il 31 agosto 1943. Non credo che ci potesse essere un’occasione migliore in cui rispolverare questo racconto, tirarlo fuori, farlo circolare.

Buona Resistenza a tutti.