Athe Gracci, cittadina del mondo

gracci03Nell’ambito della rassegna L’Era dei Libri che si terrà a Pontedera dal 2 al 5 ottobre 2008, presenterò il libro di Athe Gracci “Cittadina del mondo”. Mi sono limitato a curarlo raccogliendo e riordinando i racconti dell’autrice sull’esperienza della sua emigrazione. Oltre alla mia introduzione basata su un’intervista fatta ad Athe, nel libro è presente un’interessante prefazione di Duccio Demetrio.

Riporto dal programma: Il libro raccoglie alcuni scritti di Athe Gracci in cui l’autrice racconta la storia della sua emigrazione. Prima come contemporanea, trovandosi su un suolo straniero a misurarsi con la nostalgia e le difficoltà di adattamento; poi, una volta tornata a casa, ricordando un periodo intenso e perduto, legato alla giovinezza, intravedendo la conclusione del suo viaggio.
La memoria scorre come tema di fondo in ogni pagina, come se l’unica libertà, l’unico spazio di autentica dignità dell’essere, fosse quello del ricordo, attraverso la scrittura autobiografica.

L’appuntamento è per venerdì 3 ottobre 2008, alle ore 17, presso il Centro Poliedro, in Piazza Berlinguer n°1, a Pontedera (PI).

Memorie in piazza

Questo fine settimana, dal 12 al 14 settembre, come da molti anni a questa parte, si terrà il Premio Pieve – Banca Toscana organizzato dall’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano (AR).

La manifestazione, denominata Memorie in piazza, avrà diversi momenti oltre a quello della premiazione in senso stretto, affiancando mostre, presentazioni di libri, spettacoli teatrali.

L’iniziativa di Saverio Tutino, di cui viene riportato un bel passo nel pieghevole con il programma della manifestazione, è diventata ormai un punto fermo per chi si occupa di memoria, autobiografia e narrazione: la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano rappresenta oramai un punto fermo per chi vuole scavare nel passato attraverso le storie delle personi comuni, per questo speciali. Come nel caso del film realizzato da Alina Marazzi, Vogliamo anche le rose, che ha attinto ad alcuni diari per raccontare la storia delle donne negli anni ’60 e ’70.

La rugiada sulle ginestre

L’anno successivo alla realizzazione del Progetto Madeleine, nel 2006, ho curato la pubblicazione di un libro realizzato raccogliendo delle interviste a persone residenti nel Comune di Santa Luce, in provincia di Pisa.

Il libro, edito da Tagete Edizioni di Pontedera e prevalentemente distribuito nel Comune di Santa Luce, è il frutto di un’attività di formazione di un gruppo di volontari individuati con il Sindaco, Nadia Lenzini, che ha portato all’incontro con numerosi narratori.

Il libro è diverso da quello del Progetto Madeleine. in cui, sfruttando il progetto del Cesvot, avevo puntato a realizzare degli incontri di narrazione collettiva in cui l’obiettivo principale era la socializzazione degli anziani e la possibilità di creare dei contesti narrativi in cui, oltre a trasmettere storie anche alle giovani generazioni, vi era lo scopo di costruire o cercare di ritessere i legami a livello di comunità locali.

Nel libro realizzato per il Comune di Santa Luce, invece, l’obiettivo era quello di formare un gruppo di volontari per la raccolta di storie e la custodia della memoria del territorio, portando al racconto (registrato e poi trascritto) delle storie di alcuni personaggi presenti nelle frazioni di Pomaia, Pastina, Pieve di Santa Luce e nel capoluogo comunale, appunto, Santa Luce.

Così sono emerse figure interessanti, tutte dense di emozione e di ricordo: il minatore, il fornaio, il fabbro, il carbonaio, il giocatore di calcio, il musicista…

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Progetto Madeleine

Ogni anziano che muore è una biblioteca che brucia.

Progetto Madeleine

Così recitava il sottotitolo del progetto e successivamente del libro, citando un proverbio africano di cui l’amico Mohamed Ba mi aveva parlato. Un ponte tra due culture profondamente lontane e diverse, accomunate dalla trasmissione orale dei saperi semplici, essenziali, autentici.

Il progetto è stato finanziato dal Cesvot con il Bando Percorsi di Innovazione del 2003, dopo l’illuminante laboratorio “Festina Lente” condotto da Gianni d’Elia e Salvatore Catalano al convegno Cem a Viterbo “Per un’educazione capace di futuro”.

Con questo progetto, con questa esperienza, iniziata con la progettazione nel 2003, la formazione anche attraverso seminari alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, l’inizio delle attività a settembre 2004 e la presentazione della pubblicazione a giugno 2005, si è aperta una strada.

Almeno per me.

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Scrivo quindi sono

Leggendo la newsletter del Centro Maderna, mi imbatto in un’interessante segnalazione riguardante un progetto dell’Auser denominato “Scrivo quindi sono”.

“Far diventare gli anziani cronisti della propria vita. E’ questo il senso del nuovo progetto promosso dall’Auser Nazionale ‘Scrivo quindi sono’ che ha ottenuto il finanziamento dal Ministero della Solidarietà Sociale e che si è avviato ufficialmente in questi giorni.”

La prima presentazione di questo progetto si terrà a Viareggio il 18 aprile prossimo, alle ore 16,30 presso la sala del Mercato dei Fiori in via Aurelia Nord.

Cartelle sul pavimento

Intorno a me, intorno al tavolo e intorno al computer ci sono pile di cartelle archivio che racchiudono gli appunti e i documenti sui lavori che ho svolto negli ultimi anni. Non mi serve a niente tenerle ancora riposte in maniera ordinata sugli scaffali, non credo che andrò a ripescare qualcosa lì dentro.

Tuttavia mi rappresentano, in qualche maniera, per certi aspetti, in un determinato periodo.

Però, prima di toglierle di mezzo (devo ancora decidere se sbarazzarmene del tutto oppure se metterle in soffita o in qualche altro luogo remoto e polveroso), vorrei archiviarle non solo materialmente ma anche nella mia testa.

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