Le riunioni al Centro Sociale

interno1Riordinando il mio archivio digitale, mi imbatto in qualche dimenticata cartella e ritrovo questo file in cui uno dei ragazzi del CSA Pinokkio di Perignano racconta cosa erano per lui, oltre dieci anni fa, le riunioni in quella casa dalle finestre turchine…

Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te porta all’isola che non c’è… A proposito di isole, avete mai provato ad immaginarvi l’isola, l’arcipelago della vostra vita?

Una delle riunioni che dallo scorso ottobre noi ragazzi dai 15 ai 18 anni che da poco avevamo iniziato a frequentare il C.S.A. PINOKKIO abbiamo fatto riguardava proprio questo. Questa però è stata solo una delle varie esperienze che abbiamo fatto nelle varie riunioni, che anche se ogni volta trattavano argomenti diversi avevano un unico scopo; quello di conoscerci meglio e far conoscere noi stessi agli altri. In queste riunioni, che si svolgevano una volta alla settimana, infatti, gli argomenti non erano cose esterne a noi, come ciò di cui si parla al bar o con gli amici, ma fatti più vicini a noi e che ci riguardavano personalmente. Non si parlava solo del colore dei calzini o di come era il tempo, ma di come ci sentivamo, del nostro carattere, del nostro rapporto con gli altri, dei nostri sogni, desideri, della nostra vita. Naturalmente questo non è stato molto facile; nei primi incontri risultò infatti difficile aprirsi agli altri, forse per paura di esporsi o per imbarazzo; ma poi piano piano, riunione dopo riunione siamo riusciti, chi più chi meno, a superare questo piccolo ostacolo soprattutto perché iniziavamo davvero a conoscerci. Con queste riunioni e svolgendo queste attività abbiamo compattato il gruppo e i ragazzi e le ragazze che hanno iniziato questo percorso, avvicinandosi per la prima volta al C.S.A. si sono integrati e hanno contribuito alla crescita di questo posto. Sono state promosse infatti nuove attività e altre iniziative che hanno portato alla crescita della fiducia negli altri con maggiore spirito di collaborazione e l’apertura di nuovi orizzonti prima insospettabili. Per chi ha visto nascere il centro sociale Pinokkio e ha scommesso su questa idea è una gioia vedere che questo posto può essere un risorsa anche per altri ragazzi; per chi si è inserito negli ultimi tempi, questo nuovo percorso ha aperto nuove prospettive, incontri, possibilità difficili da trovare in altri contesti. Rispondere a questi quesiti non è facile ma rispondere alla domanda << quale è il senso della vita?>> risulta pressoché impossibile poiché è totalmente soggettivo e ognuno compie le proprie azioni, supera gli ostacoli, desidera di realizzare il proprio sogno in base a ciò che ha e gli viene insegnato. Tutti però abbiamo una certezza comune, talvolta positiva ma più che altro negativa… tutti dobbiamo morire, e nessuno a ciò può ritirarsi, sappiamo però che se diventiamo qualcuno, se nella nostra vita ci distinguiamo da tutti nel cuore e/o nella mente di qualcuno ci rimaniamo per sempre nel bene e nel male. Si può essere felici in vari modi; mangiando il cioccolato comprato con la paghetta settimanale o essere soddisfatti di un bel voto preso il giorno dopo di un concerto che non ti ha permesso di studiare.Scoprire il senso della vita è un interrogativo al quale rispondere non è immediato perché ci sono tante cose come:il non avere pensieri,e amare liberamente. Basta poco per essere felici,basta che sia finita la scuola o quando riusciamo a far cambiare idea a chi la pensa diversamente o più semplicemente quando la nostra squadra del cuore vince il campionato. Ma ciò che conta veramente credo sia sentirsi bene con se stessi, dialogare e far trascorrere il tempo facendo semplicemente NIENTE.

C’era una volta…

pinokkioTutte le mattine passo davanti alla “casa bianca” sull’incrocio delle Tre Vie a Perignano.

Quasi mai la mente torna a quegli anni di un decennio fa, a quei momenti trascorsi in quelle mura, a quando le finestre venivano spalancate e intorno era tutto un vociare di ragazzi e ragazze.

Ma qualche volta si, ci penso.

E mi prende un po’ di tristezza a pensare a quellochenoncera… e invece c’è.

Oggi non c’è più. La “casa” è stata sostituita dalla sede della Contrada e, in questo, si potrebbe vedere qualcosa di buono: per lo meno l’unico spazio sociale autogestito di Perignano è rimasto a disposizione della cittadinanza, anche se solo di una porzione che lo utilizza soprattutto in alcuni momenti dell’anno.

Ma se mi soffermo qualche momento in più e lascio riaffiorare alla mente ricordi, immagini e sensazioni, non posso che essere avvolto nella tristezza per quello che abbiamo perduto, per quello che i ragazzi di questi anni non potranno mai conoscere e, forse, come diceva il Pieraccioni, faticheranno anche solo ad immaginare.

Eppure, quello che mi rimane e porto sempre nel cuore è quello che un gruppetto di ragazzi è riuscito a creare, al modo in cui sono trascorse quelle intense e belle giornata.

E questo, quasi sempre, basta.

Fallire non è del tutto inutile

A poche ore dalla nuova presentazione de Le avventure di Pinokkio all’Era dei Libri di Pontedera, mi metto a pensare a cosa dire, a come rendere piacevole l’incontro a chi verrà a sentire e, magari, renderlo un po’ diverso dalle altre volte anche per me.

Non vorrei limitarmi a raccontare di cosa parla il libro. Per quello, c’è già il libro che parla da sé.

Ma vorrei parlare di quello che è accaduto, dal 2001 al 2011, provando a fare qualche riflessione che si spinga oltre, adesso che il centro sociale non c’è più, adesso che questa esperienza si è conclusa.

Per qualcuno è un fallimento. Sicuramente, per qualcuno che lo aveva sperato fin dall’inizio, non sarà una sorpresa.

Così voglio parlare di Socrate, Gesù, San Francesco, Allende, la Comune di Parigi e il G8 di Genova.

Per me l’esperienza si è conclusa, con la delusione perché non sia stato possibile riuscire ad andare avanti, a trasmettere alle generazioni successive cosa poteva essere quello spazio.

Oppure, più semplicemente, quello spazio non andava bene così o non serviva più ai ragazzi di oggi.

Di questo, credo, parleremo.

Pinokkio in TV!

Insomma, me ne vado in televisione.

Grazie all’ufficio stampa della Felici, sono stato invitato come ospite alla trasmissione “L’impallato” di Andrea Buscemi, su 50 Canale.

Nonostante che si tratti di una rete locale, gli ospiti presenti di solito hanno un respiro più ampio e le tematiche che vengono trattate si avvicinano a quelle di molti talk show delle rete pubbliche o del Presidente del Consiglio.

Pare che la puntata prenderà spunto da due brutti fatti di cronaca: le violenze dei ragazzi usciti dal rave di Sorano contro i Carabinieri e la morte del ragazzo genovese all’ultima serata dell’Insomnia di Ponsacco.

Senza fare alcun moralismo, credo che l’esperienza (raccontata ne “Le avventure di Pinokkio“) del centro sociale autogestito di Perignano possa essere un utile spunto, un modo con cui portare la discussione sulle problematiche concrete di giovani e adolescenti anziché scadere in triti e abusati luoghi comuni.

Che ne dite?

Responsabilità

20110417-092242.jpgMi sono preso una bella responsabilità. Perfino troppa.
Trasformare il progetto Giovani Narrazioni nell’esperienza del racconto del CSA Pinokkio, raccogliere le interviste dei ragazzi che hanno fatto il centro sociale (non tutti, solo alcuni), trascriveree loro narrazioni orali, scegliere quali brani dei loro racconti mettere nel libro (io, non loro) e, infine, dare un’organizzazione al testo, ai capitoli. Inserendo la mia scrittura come un Virgilio per andare all’Averno.
Eppure stando con le gambe in mezzo al racconto, alcune volte con solidità, altre traballando, ma sempre dentro la storia.
Il libro non l’hanno ancora letto, i protagonisti.
Mercoledì staremo a vedere…