Zoom H4n per le interviste

ImmagineDa qualche anno utilizzo lo Zoom H4n per la realizzazione delle interviste finalizzate alla raccolta delle storie di vita che confluiscono nell’archivio digitale (online) dell’associazione Il Giardino degli Elefanti.

L’unico vero inconveniente, per chi deve spostarsi e andare a registrare in casa altrui, è quello delle dimensioni dello strumento: grande quanto un galaxy (solo più alto) non passa proprio inosservato quando viene revellianamente posizionato sul tavolo, per dichiarare l’intento di raccogliere una storia di vita (o fonte orale che dir si voglia).

A parte questo, non riesco veramente a trovare alcuna pecca in questo strumento che – considerato l’alto livello qualitativo – si presenta sul mercato con un prezzo piuttosto accessibile (circa 250 €), anche se certamente non economico.

Per il resto vedo (e sperimento) solo aspetti positivi: regolazione del volume in registrazione, riproduzione diretta e tramite cuffie, scheda SD sul lato, due batterie stilo, display retroilluminato, menu navigazione semplice ed intuitivo. Solo per fare un elenco immediato senza pretese di essere completo ed esaustivo.

Insomma, se avete necessità di registrare la voce in alta qualità, non saprei cosa consigliarvi di migliore. Inoltre, per quanto non possa presentare la mia esperienza diretta, è ottimo anche per registrazioni musicali in studio o all’aria aperta, con la possibilità di collegare direttamente lo strumento al registratore e di fare un piccolo montaggio, con la sensazione di portarsi dietro un mixer multitraccia…

Provare per credere!

Ansia da digitale

Nessuno scompenso, non è roba purpurea. Tranquilli.

Stavo solo riflettendo, mano a mano che il mio archivio di registrazioni si espande e, ogni tanto, posso giocare a ricercarle nelle mie cartelline (folders, via) ordinate, sul fatto che non si tratta di niente di tangibile. Niente che si può toccare. Niente che possa prendere polvere o essere spostato da uno scatolone a uno scaffale, messo al riparo, infilato in un angolo segreto.

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Registrare le interviste con lo Zoom H4

Confrontandomi con altri ricercatori che raccolgono fonti orali, mi è capito di riflettere sullo strumento utilizzato, vagliando le varie soluzioni adottate.

Il primo dilemma, ovviamente, è quello tra analogico e digitale. Lasciando da parte la tecnologia analogica, troppo macchinosa per le possibilità attuali, scelgo decisamente il digitale, anche a scapito di qualche rischio in più che si può correre.

Sondando il mercato dell’offerta di registratori digitali, ci sono due grandi famiglie a cui rivolgersi: da un lato i Sony MiniDisc e, dall’altro, i dittafoni digitali (Sony e Olympus su tutte). Il primo, indubbiamente, offre una qualità di registrazione elevatissima, tanto da essere utilizzato anche da musicisti classici per performance in cui non si disponga di studi di registrazione, mixer e quanto altro. La seconda tipologia di registratori risulta essere molto versatile con la possibilità di realizzare rapidamente tracce multiple, per saltare rapidamente da un passaggio all’altro dell’intervista.

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