Scrivere il curriculum come se fosse un’autobiografia…

manifesto corso per CV (2)Ci ho pensato da tanto. E ho anche sperimentato con qualcuno questo percorso, con discreti risultati.

Forse è anche il momento opportuno, visti i vertiginosi tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile.

Organizzare un corso in cui supportare chi ha voglia o bisogno di scrivere il proprio curriculum vita ma, anziché farlo con le dritte dei superesperti “cacciatori di teste”, utilizzare la tecnica autobiografica. Come se si volesse raccontare la propria vita.

In questo modo, sfruttare la necessità di realizzare un documento che racconti le proprie attitudini ed esperienze professionali per fare un piccolo percorso narrativo della propria esistenza, valorizzando anche tutti gli ambiti apparentemente non rientranti nell’esperienza lavorativa.

Ovviamente, secondo il formato europeo

Se vi interessa, mettetevi in contatto con Uni-Sco a Pisa.

Pinokkio… all’Università!

Grazie a Caterina Benelli, docente all’Università di Firenze ed esperta di tecniche autobiografiche alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, il prossimo venerdì 13 maggio, dalle 13 alle 15, mi troverò a raccontare il libro “Le avventure di Pinokkio” agli studenti della Facoltà di Scienze dell’Educazione.

Certo che mi fa un po’ strano: quasi quasi gli compro un bell’abbecedario (magari vendendo la giacca rosso mattone a quadri della foto), un vestitino di carta fiorita e faccio un bel cappellino di mollica di pane.

Basta che non mi prenda quella lunga via traversa che conduce al Teatro di Mangiafuoco!!!

CEM 2008

Tra pochi giorni (giusto tre settimane) ci sarà un nuovo Convegno CEM. Il tema di quest’anno sarà: “La politica e la nuda vita – È ancora possibile educare oggi?

Ho partecipato ai convegni dal 2001 al 2005 e, grazie al fantastico ambiente che si respira, ho imparato un sacco di cose e mi sento profondamente debitore delle persone e delle esperienze che ho fatto, soprattutto attraverso la partecipazione ai laboratori. Dal primo, con Patrizia Canova e Nadia Savoldelli, all’ultimo veramente importante condotto da Gianni d’Elia e Salvatore Catalano, che ha portato alla nascita del Progetto Madeleine, all’incontro con Mohamed Ba, all’avvio di questa strana pista che ho percorso negli ultimi anni. Ma non posso dimenticare né lo stupendo laboratorio sulle carte di Roberto Papetti e l’ultimo a cui ho partecipato di Stefano Goetz e Paolo Buletti, sulla storia di Minino e Micifuz.

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