Impossibile Caravaggio. Ma la Rai può

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La mostra impossibile di Caravaggio

Fare una mostra senza gli originali, con riproduzioni realizzate in digitale, ad alta risoluzione e nelle dimensioni reali, con tutti i capolavori prodotti da un artista nell’arco della sua vita. Potrebbe essere una nuova frontiera del fare-mostre e darebbe la possibilità al pubblico di godere dell’intera produzione di un grande maestro in un solo momento, in un solo allestimento (evitando altresì pericolosi spostamenti degli originali). Un sogno che la Rai sta rendendo possibile. Così accade per La mostra impossibile di Caravaggio allestita presso il suggestivo Palazzo Mediceo di Seravezza, preceduta da allestimenti simili in altre città italiane e all’estero.

La mostra impossibile di Caravaggio

Sono 63 i dipinti riprodotti a grandezza naturale, retroilluminati e ad altissima definizione di Michelangelo Merisi; sono visibili, fianco a fianco, opere che normalmente si trovano a chilometri di distanza, in regioni diverse e addirittura in nazioni diverse, perché acquisite nel tempo dai musei di Vienna, Parigi, New York, Londra, Madrid…
È vero che molti dei quadri, avulsi dal loro contesto, perdono di efficacia (ma questo è un discorso che vale anche per la maggior parte degli originali conservati nei musei), così come manca il “fascino” dell’essere al cospetto dell’“opera”.
Di sicuro questo è un modo per far comunicare tecnologia e arte; il rischio è che le tecniche digitali d’avanguardia, entrate in scena per mettersi al servizio delle opere artistiche, finiscano per prevalervi.

Ottavia Sartini

Seravezza // fino all’8 gennaio 2012
La mostra impossibile di Caravaggio
PALAZZO MEDICEO
Via del Palazzo
info@terremedicee.it
www.terremedicee.it

La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio
La mostra impossibile di Caravaggio

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Le mani di Zoff e il tricolore

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Massimo Raffaeli

C’è un’immagine che traduce in emblema la vittoria italiana ai Mondiali di Spagna, nel luglio del 1982, ed è quella che ritrae su un francobollo le mani del capitano della nazionale, il portiere Dino Zoff, mentre innalzano, tutta d’oro scintillante, la Coppa del Mondo. Il modello è la fotografia che all’indomani di quell’11 luglio apre fatalmente i quotidiani: la firma è di un pittore grande e discusso, senatore comunista nientemeno, Renato Guttuso, il quale si compiace di ignorare il tricolore e lascia viceversa trapelare solamente l’azzurro e il giallo oro. Eppure, per la prima volta, il tricolore sta occupando e persino travestendo le piazze italiane in delirio: la bandiera che pendeva afflosciata dagli uffici pubblici, appannaggio semmai dei neofascisti e della cosiddetta maggioranza silenziosa (gli ultimi sbandieramenti erano stati nel ’54 per Trieste italiana) diviene di senso comune e si presenta addirit…

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Il Lazio punta sul social housing

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Il Lazio vuole diventare regione pilota del social housing. Lo ha detto all’Adnkronos Teodoro Buontempo, assessore alla casa della giunta regionale del Lazio: «Noi abbiamo deciso di dare un forte impulso al concetto di ‘alloggio sociale’. L’obiettivo è quello di far diventare il Lazio regione pilota del social housing, per questo la Regione promuove questa tipologia di offerta abitativa con il concorso di enti locali, aziende pubbliche, fondazioni no-profit, imprese sociali, banche etiche, imprese di costruzioni e cooperative di abitazione».

Il nuovo Piano casa regionale infatti prevede la possibilità di destinare dal 30 al 35% delle superfici destinate a cambi di destinazione d’uso, ad edilizia sociale a canone calmierato: «Bisogna cambiare la filosofia di approccio ai problemi dell’emergenza casa – aggiunge Buontempo – bisogna finirla di costruire quei casermoni di bassa qualità, bisogna costruire case gradevoli, in ambienti vivibili promuovendo integrazione tra i diversi ceti sociali. Vivere in un alloggio di qualità, in un contesto vivo ed efficiente aiuta anche a far nascere quei meccanismi individuali di tutela della propria abitazione e del contesto in cui essa si trova, preservando quindi il valore dell’investimento».

I fondi sono stati ripartiti in tre tronconi finalizzati a sviluppare le potenzialita’ dell’housing sociale: 65 milioni di euro sono stati destinati alla costruzione, al recupero, all’acquisto di nuovi alloggi; due milioni di euro sono finalizzati a incentivare l’offerta di alloggi privati in locazione (attraverso l’agevolazione che consente di pagare l’Ici ad appena il 4,9% ai piccoli proprietari, che decideranno di affittare a canone concertato la propria abitazione); 3 milioni – continua Buontempo – sono destinati a sostenere gli interventi di autorecupero da parte di cooperative composte da soci che si impegnano a recuperare alloggi da strutture, anche se precedentemente non destinate ad uso abitativo e per le quali ora e’ possibile variare automaticamente la destinazione d’uso».

«Io spero – dice Buontempo – che entro il prossimo mese si riesca a varare una nuova legge di gestione delle Ater che sono regolamentate da una legge ormai superata dagli eventi, ci sono nuove e diverse emergenze a cui dobbiamo dare risposte piu’ adeguate».

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