Zoom H1: economico e perfetto per le interviste!

Immagine Ho avuto modo di imbattermi in questo bel registratore, modello base di casa Zoom, in un paio di circostanze. Lo Zoom H1.

L’ho visto usare per registrare delle conferenze (ma va benissimo anche per le lezioni) e anche per realizzare delle interviste.

Lo trovo una soluzione ottima per coniugare qualità e prezzo, nonché una notevole maneggevolezza e praticità nell’uso, date le contenute dimensioni.

Su Strumenti Musicali lo potete trovare a meno di 100 €. Un prezzo più che accessibile per avere una qualità di registrazione della voce di alto livello.

Da provare!

Zoom H4n per le interviste

ImmagineDa qualche anno utilizzo lo Zoom H4n per la realizzazione delle interviste finalizzate alla raccolta delle storie di vita che confluiscono nell’archivio digitale (online) dell’associazione Il Giardino degli Elefanti.

L’unico vero inconveniente, per chi deve spostarsi e andare a registrare in casa altrui, è quello delle dimensioni dello strumento: grande quanto un galaxy (solo più alto) non passa proprio inosservato quando viene revellianamente posizionato sul tavolo, per dichiarare l’intento di raccogliere una storia di vita (o fonte orale che dir si voglia).

A parte questo, non riesco veramente a trovare alcuna pecca in questo strumento che – considerato l’alto livello qualitativo – si presenta sul mercato con un prezzo piuttosto accessibile (circa 250 €), anche se certamente non economico.

Per il resto vedo (e sperimento) solo aspetti positivi: regolazione del volume in registrazione, riproduzione diretta e tramite cuffie, scheda SD sul lato, due batterie stilo, display retroilluminato, menu navigazione semplice ed intuitivo. Solo per fare un elenco immediato senza pretese di essere completo ed esaustivo.

Insomma, se avete necessità di registrare la voce in alta qualità, non saprei cosa consigliarvi di migliore. Inoltre, per quanto non possa presentare la mia esperienza diretta, è ottimo anche per registrazioni musicali in studio o all’aria aperta, con la possibilità di collegare direttamente lo strumento al registratore e di fare un piccolo montaggio, con la sensazione di portarsi dietro un mixer multitraccia…

Provare per credere!

Zoom H2, H4 e H4n

Il Giardino degli ElefantiVisto che il post più visitato del blog continua ad essere quello sui vari registratori digitali, con tanto di discussione su quali usare per registrare le interviste, anticipo che tra un po’ dovrei riuscire a mettere qualche articolo che compari realmente i vari registratori della Zoom, fino al nuovissimo H4n.

Infatti, grazie al progetto sulla realizzazione di una webradio nel Comune di Lari, l’Associazione “Il Giardino degli Elefanti” si è dotata di altri due registratori (comprati su strumentimusicali.net) che verranno distribuiti ai volontari per la realizzazione di interviste e programmi radiofonici. Anche su questa iniziativa presto metterò qualcosa, compreso il link al futuro sito.

Abbiate un pochino di pazienza…

Limiti dello Zoom H4 e H2

Credo che la qualità di registrazione, trattandosi di apparecchi tascabili, sia raggiungibile solo attraverso l’Edirol che, per quanto ne so (e non è molto), ha un costo piuttosto elevato (oltre 300 euro).

Per questo motivo, un paio di anni fa, dopo un’attenta valutazione, sono passato da un dittafono Sony a uno Zoom H4 che continua a fare un egregio lavoro per qualità, versatilità e compatibilità con Ubuntu. Il limite maggiore, a mio giudizio, è costituito dall’interfaccia software un po’ limitata e dai comandi che non sono ancora integrati come in un normale cellulare o un iPod, ma occorre scorrere l’elenco dei menu con una rondella laterale.

Continua a leggere “Limiti dello Zoom H4 e H2”

Registrare le interviste con lo Zoom H4

Confrontandomi con altri ricercatori che raccolgono fonti orali, mi è capito di riflettere sullo strumento utilizzato, vagliando le varie soluzioni adottate.

Il primo dilemma, ovviamente, è quello tra analogico e digitale. Lasciando da parte la tecnologia analogica, troppo macchinosa per le possibilità attuali, scelgo decisamente il digitale, anche a scapito di qualche rischio in più che si può correre.

Sondando il mercato dell’offerta di registratori digitali, ci sono due grandi famiglie a cui rivolgersi: da un lato i Sony MiniDisc e, dall’altro, i dittafoni digitali (Sony e Olympus su tutte). Il primo, indubbiamente, offre una qualità di registrazione elevatissima, tanto da essere utilizzato anche da musicisti classici per performance in cui non si disponga di studi di registrazione, mixer e quanto altro. La seconda tipologia di registratori risulta essere molto versatile con la possibilità di realizzare rapidamente tracce multiple, per saltare rapidamente da un passaggio all’altro dell’intervista.

Continua a leggere “Registrare le interviste con lo Zoom H4”

Dall’oralità alla scrittura

Ho lavorato tanto in questi anni su questo argomento. Solo più tardi ho scoperto il fondamentale saggio di Ong su “Oralità e scrittura“, ma non è stato un male.

Ho iniziato dalla scrittura, dal laboratorio del CEM nel 2003 con Gianni D’Elia e Salvatore Catalano, attraverso il Progetto Madeleine e la raccolta delle storie degli anziani nel Comune di Lari. Da lì ho continuato, formando i volontari per la Regione Toscana che hanno raccolto le storie di vita delle donne per la ricerca sulla capacità di cura della famiglia povera, come incaricato della Fondazione Labos. Parallelamente ho anche guidato la raccolta di storie nel Comune di Santa Luce e curato la pubblicazione “La rugiada sulle ginestre” sempre edita da Tagete Edizioni di Pontedera.

Non contento delle esperienze sul campo, ho seguito il corso di perfezionamento diretto dal professor Bosi all’Università di Parma su “Memoria, oralità e scrittura nell’era digitale” con la partecipazione del Laboratorio della memoria di Isola Dovarese. Lì ho avuto modo di incontrare persone che affrontavano la raccolta delle storie, delle testimonianze e di tutto quando fosse oralità da diversi punti di vista: storico, sociologico, psicologico, teatrale…

Ma ancora è un passaggio che mi affascina, la vera svolta epocale nella storia dell’Umanità: quando l’uomo è riuscito a far passare un messaggio indipendentemente dalla sua presenza fisica, scrivendo.

Adesso, che dedico buona parte del mio tempo a trascrivere le interviste che ho raccolto, mentre devo trasferire i suoni in una forma scritta che risulti il più possibile comprensibile e corrispondente all’intenzione di chi ha parlato, vivo sulla mia pelle l’eccezionalità di questo passaggio. Che, inevitabilmente, è tutto umano e non può essere rimesso, meccanicamente, alla trascrizione automatica del riconoscimento vocale.

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