Mario Marianelli alla Piaggio

Mario Marianelli da giovane con gli amici

Lascio un attimo il fu Pontedera per piazzarvi all’interno un lieve soffio di aria fresca del mondo.
Dal gennaio 1947 – sono piaggista a tutti gli effetti. Ho appena compiuto quindici anni e ho superato i novanta giorni di prova fiducia come apprendista.
Da Beppino, il bar in angolo con via Roma e via Rinaldo Piaggio facevo due fermate al giorno all’entrata e all’uscita dal turno di lavoro e a qualsiasi ora del giorno e della notte e ci stava che l’uscita avveniva
alle 01.45 della notte quando dovevamo fare due ore di straordinario.
Con gli anni queste soste assunsero un carattere continuativo e si svilupparono in meglio.
Nella settimana del turno di sera il venerdì alle 23,30 al bar ci facevo le ore piccole con grandi mangiate, stornellate e parecchi “bagni di becco”.
Il Ciardi veniva avvertito e già lo strumento, la chitarra stava dietro il suo bancone.
Non essendoci più la tessera ma la fame ancora non era stata debellata dovevamo rimpinguare i nostri giovani fisici. Non c’era da aggiungere altro!
Erano “ribottette” è vero ma molto significative.
I tanti stornellatori del Branco facevano a gara ad inventarne di tutti i colori e le serenate fioccavano e sempre più commoventi e dopo qualche bicchiere di troppo in alcuni potevano spuntare veri “lucciconi” agli occhi.

Tratto da: Dalla spalletta dell’Arno si racconta, Tagete Edizioni 2021