La geografia di Beccanoce

Mentre ci avviciniamo alla quarta presentazione del libro di Beccanoce, tiro fuori uno dei tanti materiali di lavoro di cui mi sono servito nel corso della realizzazione del libro. Si tratta di una mappa che rappresenta geograficamente i luoghi in cui sono state realizzate le interviste oppure quelli di provenienza dei singoli testimoni.

I singoli colori rappresentano i diversi capitoli: miracolo, crisi, guarigioni, rabdomanzia, stregoneria, suicidi, destino.

Ovviamente, con il libro alla mano, è possibile incrociare i nominativi e i rispettivi luoghi con estrema facilità.

Tenendo sempre presente, come diceva Melville, che le mappe mentono sempre, i veri posti non ci sono mai…

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La cattedrale di Colonia

Visto che in questi giorni ho ripreso una vecchia lettura “de verano“, il buon Melville con il suo capolavoro, mi addentro nel capitolo XXXI, CETOLOGIA, e trovo, dopo una minuziosa quanto dilettantistica dissertazione sulla classificazione delle balene, un passo che mi folgora: “Ma io ora lascio incompiuta la mia sistematica cetologica, come la grande cattedrale di Colonia, che fu lasciata con la gru ancora alzata sulla cima della torre incompleta. Perché le costruzioni piccole possono essere finite dai loro primi architetti: quelle grandi, quelle vere, lasciano sempre il cornicione alla posterità. Mi salvi il cielo dal completare qualcosa! Tutto questo libro non è che un abbozzo. Anzi l’abbozzo di un abbozzo. Oh, Tempo, Forza, Denaro e Pazienza!” E così si chiude il capitolo.

Poderoso.

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