Mario Marianelli alla Piaggio

Mario Marianelli da giovane con gli amici

Lascio un attimo il fu Pontedera per piazzarvi all’interno un lieve soffio di aria fresca del mondo.
Dal gennaio 1947 – sono piaggista a tutti gli effetti. Ho appena compiuto quindici anni e ho superato i novanta giorni di prova fiducia come apprendista.
Da Beppino, il bar in angolo con via Roma e via Rinaldo Piaggio facevo due fermate al giorno all’entrata e all’uscita dal turno di lavoro e a qualsiasi ora del giorno e della notte e ci stava che l’uscita avveniva
alle 01.45 della notte quando dovevamo fare due ore di straordinario.
Con gli anni queste soste assunsero un carattere continuativo e si svilupparono in meglio.
Nella settimana del turno di sera il venerdì alle 23,30 al bar ci facevo le ore piccole con grandi mangiate, stornellate e parecchi “bagni di becco”.
Il Ciardi veniva avvertito e già lo strumento, la chitarra stava dietro il suo bancone.
Non essendoci più la tessera ma la fame ancora non era stata debellata dovevamo rimpinguare i nostri giovani fisici. Non c’era da aggiungere altro!
Erano “ribottette” è vero ma molto significative.
I tanti stornellatori del Branco facevano a gara ad inventarne di tutti i colori e le serenate fioccavano e sempre più commoventi e dopo qualche bicchiere di troppo in alcuni potevano spuntare veri “lucciconi” agli occhi.

Tratto da: Dalla spalletta dell’Arno si racconta, Tagete Edizioni 2021

Un confronto imbarazzante tra Arno e Covid

Da Governare la città (p. 5) di G. Maccheroni

Un sabato quasi primaverile e mi metto a leggere l’ultima autocelebrativa autobiografia dell’ottuagenario ex sindaco di Pontedera Maccheroni.

Ho sfogliato solo qualche pagina e, leggendo la presentazione dell’attuale sindaco Franconi, trovo un disinvolto paragone tra l’alluvione del 1966 e l’attuale pandemia generata dal “maledetto Covid-19”.

Senza parole.

Una guerra perduta: il fronte greco-albanese

Armando Angeli, nel 2013, raccontò a me e Michele Quirici, nella sua casa di Pontedera, la sua vita da soldato sul fronte greco-albanese.

Una guerra dura e perduta, di cui si è smarrita la memoria. Ricordare le sconfitte non piace a nessuno. Stessa cosa per l’Africa.

Meglio parlare di partigiani vittoriosi a fianco degli americani.

Eppure tanti soldati italiani hanno perso la vita per la Patria, in giro per il mondo. Ricordiamoci anche di chi, convinto o meno, è partito per fare il suo dovere.

Trent’anni dell’UTE di Pontedera

Anche se quest’anno non terrò il consueto corso all’Università della Terza Età di Pontedera, sono felice di essere stato inserito nel comitato per i festeggiamenti dei 30 anni dalla fondazione di questa importantissima istituzione dal vicepresidente prof. Maurizio Pizzichini.

Mi sono occupato, dieci anni fa (!), del volume celebrativo dei “vent’anni di vita” come recita il sottotitolo; sono molto orgoglioso che abbiano deciso di incaricarmi di curare anche il volume celebrativo di questo ulteriore decennio e, magari, riepilogativo di quanto avvenuto fino ad oggi.

Spero di avere abbastanza tempo e, soprattutto, di riuscire a restituire a tutti i partecipanti il senso collettivo di questo luogo di cultura e di ritrovo. Il dubbio svanisce pensando che questo percorso lo farò con Michele Quirici e la Tagete Edizioni che curerà la pubblicazione.

Presto aggiornamenti sul lavoro!