Mala tempora

imageArriva una nuova stagione delle piogge e, nemmeno fossimo nel Sud-Est Asiatico, arrivano gli allagamenti, i disagi, i dispersi e , purtroppo i morti.

Continuiamo a fare i soliti errori, ad attendere il disastro per correre ai ripari, per “stanziare” i milioni per riparare quello che è stato distrutto e ormai è irreparabilmente perduto. Per “mettere in sicurezza il territorio”. Ma poi, appena torna la bella stagione, ci dimentichiamo immancabilmente che torneranno le piogge e ci saranno nuovi disastri.

La polemica politica mi interessa fino a un certo punto: sarebbero troppe le cose da dire.

Purtroppo mi viene da pensare che non sia solo un problema di eventi atmosferici straordinari, di cattivi amministratori, di politici e tecnici poco capaci di prevedere i disastri.

Siamo tutti così, nelle nostre vicende quotidiane: siamo abituati a turarci il naso, a procrastinare quello che non ci obbliga a provvedere immediatamente, a lasciare che le cose vadano avanti, inerti, senza senso.

Per questo non ci dobbiamo meravigliare né arrabbiare con i responsabili in prima persona: lo siamo tutti, a partire dalle nostre vite.

A me viene da pensare questo.

(Nella foto un’immagine del fiume Era questa mattina a Pontedera. Fortunatamente sotto controllo, dopo aver fatto i danni del 1966…)

Notti bianche… in psichiatria!

Domani pomeriggio, dalle 16 iImmaginen poi, io e il buon Luigi Nannetti ci cimenteremo in un esperimento di lettura e musica, tra brani tratti da Le notti bianche di Dostoevskij e il flauto del professore.

Se capitate all’ospedale di Pontedera, per un esame di routine o per vicende meno piacevoli, fate un salto.

Ci vediamo nel reparto di salute mentale adulti.

Grazie a Laura Martini della biblioteca “Lettori pazienti” per averci dato questa opportunità…

Pisa, tra Pontedera e Volterra

In mezzo alla presentazione poco partecipata a Pontedera, all’interno dell’Era dei Libri, e quella che farò al Caffé dei Fornelli di Volterra ai primi di novembre, farò una capatina al Book Festival di Pisa. Così, per vedere che aria tira, per vedere un po’ di libri e salutare chi vorrà essere presente allo stand della Felici venerdì 21 ottobre.

A prescindere dalla mia presenza, è sempre una bella occasione per ascoltare qualche discorso interessante, per vedere un po’ di libri e dare un’occhiata su quello che si muove sulla scena editoriale.

Fallire non è del tutto inutile

A poche ore dalla nuova presentazione de Le avventure di Pinokkio all’Era dei Libri di Pontedera, mi metto a pensare a cosa dire, a come rendere piacevole l’incontro a chi verrà a sentire e, magari, renderlo un po’ diverso dalle altre volte anche per me.

Non vorrei limitarmi a raccontare di cosa parla il libro. Per quello, c’è già il libro che parla da sé.

Ma vorrei parlare di quello che è accaduto, dal 2001 al 2011, provando a fare qualche riflessione che si spinga oltre, adesso che il centro sociale non c’è più, adesso che questa esperienza si è conclusa.

Per qualcuno è un fallimento. Sicuramente, per qualcuno che lo aveva sperato fin dall’inizio, non sarà una sorpresa.

Così voglio parlare di Socrate, Gesù, San Francesco, Allende, la Comune di Parigi e il G8 di Genova.

Per me l’esperienza si è conclusa, con la delusione perché non sia stato possibile riuscire ad andare avanti, a trasmettere alle generazioni successive cosa poteva essere quello spazio.

Oppure, più semplicemente, quello spazio non andava bene così o non serviva più ai ragazzi di oggi.

Di questo, credo, parleremo.

Pinokkio all’Era dei Libri

Nemo propheta in patria.

Così avrei voluto esordire a Livorno, per far riferimento al ritorno dopo due anni dall’uscita del libro su Beccanoce alla Libreria Belforte.

Ora vediamo cosa riuscirò a fare venerdì prossimo a Pontedera, in casa, appunto.

Si parlerà della storia del Centro Sociale Autogestito Pinokkio di Perignano, quella che ho raccontato – attraverso le narrazioni dei ragazzi – nel libro Le avventure di Pinokkio, edito dalla Felici di Pisa quest’anno.

Spero che sia possibile, con l’intervento anche di adolescenti e di qualche addetto ai lavori, spaziare sulla problematica degli spazi per gli adolescenti, su come è possibile proporre aggregazione giovanile oggi e quali sono i bisogni dei giovani.