La Madonna di Monteforti

Trovo, attraverso il feed del suo sito, questa stupenda foto di Lorenzo Benvenuti. Così commento la foto e riporto la trascrizione dal libro La rugiada sulle ginestre frutto dell’intervista ad Amos Cantini realizzata da Leonardo Antonelli e Lorella Nepi a Pieve di Santa Luce.

Durante la costruzione dell’antica chiesetta, il lavoro venne interrotto per la mancanza di acqua. Una mattina gli operai notarono che il serbatoio vicino alla chiesa era pieno. Il fatto, inspiegabile, si ripeté più volte e, una notte, gli operai decisero di nascondersi nei dintorni della chiesa per vedere chi fosse il loro benefattore. Scoprirono, con grande meraviglia, che una signora biancovestita scendeva a valle, ad una polla che sgorgava da una roccia, e portava l’acqua sul colle, in un cestello di vimini senza fondo, attualmente esposto nella cappella della Tora, permettendo agli operai di completare il lavoro. Così venne costruita la Chiesa del Monteforte e da questo evento nacque la devozione per la Vergine, la cui festa ricorre il tredici maggio di ogni anno…

Tratto da “La rugiada sulle ginestre“, p. 98.

La rugiada sulle ginestre

L’anno successivo alla realizzazione del Progetto Madeleine, nel 2006, ho curato la pubblicazione di un libro realizzato raccogliendo delle interviste a persone residenti nel Comune di Santa Luce, in provincia di Pisa.

Il libro, edito da Tagete Edizioni di Pontedera e prevalentemente distribuito nel Comune di Santa Luce, è il frutto di un’attività di formazione di un gruppo di volontari individuati con il Sindaco, Nadia Lenzini, che ha portato all’incontro con numerosi narratori.

Il libro è diverso da quello del Progetto Madeleine. in cui, sfruttando il progetto del Cesvot, avevo puntato a realizzare degli incontri di narrazione collettiva in cui l’obiettivo principale era la socializzazione degli anziani e la possibilità di creare dei contesti narrativi in cui, oltre a trasmettere storie anche alle giovani generazioni, vi era lo scopo di costruire o cercare di ritessere i legami a livello di comunità locali.

Nel libro realizzato per il Comune di Santa Luce, invece, l’obiettivo era quello di formare un gruppo di volontari per la raccolta di storie e la custodia della memoria del territorio, portando al racconto (registrato e poi trascritto) delle storie di alcuni personaggi presenti nelle frazioni di Pomaia, Pastina, Pieve di Santa Luce e nel capoluogo comunale, appunto, Santa Luce.

Così sono emerse figure interessanti, tutte dense di emozione e di ricordo: il minatore, il fornaio, il fabbro, il carbonaio, il giocatore di calcio, il musicista…

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