Questi posti vicini al mare…

2016-02-10 16.33.50Seduto in un bar vicino al mare, in attesa di un appuntamento, mentre vicino le onde sbattono con violenza sugli scogli.

Ci sono stati tanti cambiamenti negli ultimi anni, cose brutte che però hanno messo in luce nuovi aspetti e possibilità. Oggi è arrivato il momento di lasciare tutto alle spalle, di salvare solo quello che è ancora vivo e abbandonare ogni inutile fardello.

Così, dopo 7 anni, penso di tornare a scrivere cose che sento veramente mie, anziché limitarmi a qualche prefazione o a collazionare il lavoro di altri.

La sensazione è quella di chi ha lo zaino pronto per un imbarco, sole alle spalle e negli occhi l’orizzonte.

Scrivere come un mosaico

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Scrivere frammenti di testo come tessere di un mosaico.

Una parola che si incastra con l’altra a formare un periodo, un periodo connesso con altri a costruire una frase. Tante tessere di frasi, come associazioni cromatiche, pronte a formare un paragrafo, elemento minimo di significati. Continua a leggere “Scrivere come un mosaico”

E così vorresti fare lo scrittore…

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L’ex Giovane Scrittore (secondo la stessa definizione data da lui medesimo, diventato, il Solito Stronzo) Giuseppe Culicchia, si cimenta in un genere inflazionato negli ultimi anni: i consigli a un giovane scrittore, per dirla con Cerami. Continua a leggere “E così vorresti fare lo scrittore…”

Narrare. E battere rapidamente le dita sui tasti

Certe volte mi accorgo che gli articoli (o, meglio, post) sul blog finiscono per essere mere comunicazioni da bollettino dei naviganti: il tal giorno sono lì, il vento che tira è così, cielo sereno o poco nuvoloso.

E basta.

Invece è la narrazione che deve prendere il sopravvento, che deve essere al di sopra di tutto.

Per esempio, adesso, sto scrivendo da un posto meraviglioso, a un tavolino su una terrazza che si affaccia su colline verdi di vigne, mentre le cicale friniscono ossessivamente in maniera assordante.

E penso. Un po’, così, come viene.

E provo anche a scrivere, cercando di trovare i tasti con la memoria digitale delle mani, con lo sguardo fisso sullo schermo, senza stare troppo a preoccuparmi di qualche carattere sballato, provando a fare in modo che il movimento meccanico delle dita riesca a far affiorare i pensieri e le sensazioni, senza soffermarsi troppo nella parte razionale.

Alla ricerca di un maggiore equilibrio tra i due emisferi del cervello.

Pinokkio d’inchiostro

Un libro pronto, bello e stampato.

La copertina, vista sul monitor o su una banale bozza, ha preso corpo e si è incarnata in qualcosa di colorato e lucido, su qualcosa di più prezioso di un banale foglio da risma. Le pagine sono perfettamente affiancate, una sopra all’altra, e formano nell’insieme una sorta di rettangolo, compatto e coeso come una coorte.

Il mio compito è finito.

Eppure inizia un nuovo cammino, un nuovo percorso che poco ha a che fare con quello della scrittura, dell’allineamento di parole, frasi, paragrafi, capitoli.

Il cammino del libro, la capacità di parlare a chi se lo trova tra le mani, di evocare le situazioni che racconta, di trasmettere qualcosa che sia di più che semplici parole, inizia solo adesso. Niente a che vedere con quello che è accaduto, con le storie di chi ha partecipato, con i racconti che sono serviti per scriverlo. Nulla di tutto ciò.

Adesso, mio caro Pinokkio, iniziano le tue avventure…

140 caratteri per dire le cose

Non si direbbe.

Inserire 140 caratteri per dire qualsiasi cosa potrebbe apparire, a prima vista, una limitazione.

E, in effetti, lo è.

Eppure lo strumento inventato da Jack Dorsey, il cinguettante twitter, soprattutto al di fuori dei confini nazionali ma – piano piano – anche in Italia, sta prendendo sempre più piede e diventando un modo di mantenedere le persone in contatto senza la fatica di foto, immagini, video, musica, chat.

La semplicità, ancora una volta, si rivela sul web (e non solo) uno dei mezzi più efficaci e coinvolgenti.

In un mondo che corre e va di fretta, dove la comunicazione è strumentale a qualsiasi tipo di attività, uno strumento semplice e versatile, capace di collegarsi ad altri strumenti altrettanto funzionali (WordPress, Youtube, Last.fm, ecc.), è veramente vincente.

Insomma. Mi ci trovo bene, via…

Lontananze

Torno al blog dopo un periodo di abbandono perché sono stato preso da un po’ di impegni.

Mi sono venute in mente un sacco di cose da poter scrivere, cose che mi sono capitate e argomenti di cui parlare, notizie di attualità da commentare. Ma non ce l’ho fatta e, scrivere un post così, non mi piaceva.

L’autunno arriva, porta la pioggia e l’aria fresca, con i cappotti e gli ombrelli.

Sono pronto.