Athe a Lari

Dopo la presentazione a Pisa, interessante per la chiacchierata con l’Assessora Guazzini ma deludente per la scarsa presenza di pubblico, domani saremo di nuovo con Athe Gracci a presentare il libro “Cittadina del mondo”.

Questa volta gioco (quasi) in casa: Castello dei Vicari a Lari alle 16.30.

Un ringraziamento per aver organizzato e promosso la presentazione va al Sindaco, Ivan Mencacci, e all’Assessora alle pari opportunità, Alessandra Guidi, che ha voluto inserire l’iniziativa all’interno delle manifestazioni per la celebrazione dell’8 marzo. Grazie.

Qui trovate ulteriori dettagli sulla presentazione.

Da Biella a Pontedera

rossano-da-giovaneCome anticipato qualche post fa, è uscito il 27 febbraio 2009 un nuovo numero del fogliaccio con il freschissimo articolo sulla storia di Rossano Papineschi.

Come ormai è nello stile di questi piccoli testi, un frullato di voce narrante e voce del narratore, trascritte insieme a formare un unico racconto, diventato voce della memoria.

In questi giorni ho pensato al modo con cui ho costruito e continuo a costruire questi articoli, a come si assemblano e come diventano testo, scritto e, successivamente, stampato.

Mi piacerebbe, però, lavorare anche sull’audio: nei prossimi tempi proverò a realizzare vocidellamemoria in podcast, potendo scaricare dei file che raccontino le storie delle persone con la mia voce che mette insieme i pezzi e la registrazione delle interviste per riportare l’originale narrazione di chi ha raccontato… Un bella scommessa!

Qualcosa sulla Vespa

Avrei tante cose da scrivere. E di cui scriverò! Come dei primi due incontri del corso all’Ute con Luigi Nannetti, quello che è iniziato ad emergere intorno al “problema della forma nell’atto creativo”.

rossano-e-dascanio1Però, prima di dedicarmi a riflettere su queste cose maravigliose, voglio dare una piccola anticipazione sul prossimo numero della rubrica Voci della memoria che uscirà con il prossimo Fogliaccio.

È la storia di un piaggista (tradotto: operaio della Piaggio) che racconto due brani della sua esistenza: la partenza per Biella durante il periodo della guerra, quando gli stabilimenti vennero trasferiti per allontanarli dal fronte e continuare la produzione bellica, e la pensione, condivisa con un amico che, tra l’altro, era mio nonno.

Metto una bellissima foto, legata alla milionesima Vespa e con Rossano Papineschi insieme all’Ingegner D’Ascanio.

Corso all’UTE

Tra poco arriverà il momento di dare il via, insieme al Professor Nannetti, al corso da noi tenuto all’Università della Terza Età di Pontedera, dal titolo “Dare ordine al disordine“.

Come già detto su questo blog, il corso si articolerà in tre incontri in cui cercheremo di chiudere una riflessione iniziata lo scorso anno e interrotta per mancanza di tempo: qual’è il passaggio che conduce un essere umano da un’esperienza di vita, attraverso la conseguente riflessione ed interiorizzazione verso la creazione di un’opera d’arte?

Durante i tre incontri, previsti per il 4, l’11 e il 18 febbraio 2009, cercheremo di concentrarci sull’ultima fase di questo percorso, riguardante peculiarmente l’atto creaativo, cercando di indagare parallelamente la narrazione (orale e scritta) e la composizione musicale. L’incontro conclusivo, infatti, andrà alla ricerca di un sincretismo tra musica e parole.

Se capitate da queste parti in quei giorni, non mancate! Cercheremo di capire qualcosa di più, insieme…

Incipit vita nova

Non so perché, proprio me lo dovrei spiegare, ma, quando finisce un anno e ne inizia un altro, mi viene sempre voglia di fare bilanci e programmi. Si, entrambi. Perché il riepilogo di quello che è stato un periodo, un anno, una singola esperienza, non può mai prescindere dalla prospettiva futura, dal guardare oltre, dal desiderio di andare lontano.

Altrimenti a quale scopo farlo, perché chiedersi cosa è stato se non c’è un domani, anche piccolo e modesto, verso cui andare, se non rimane almeno lo spazio per il racconto di una storia?

Così, tra i vari bilanci che attraversano la mia mente per fermarsi anche sulla carta, penso anche al blog.

Negli ultimi tempi l’ho un po’ trascurato. Però era esploso nella primavera avanzata e nell’estate, per diventare, in settembre, l’ottimo contenitore delle storie pubblicate sul Fogliaccio.

Per l’anno che ormai è iniziato, vorrei continuare a scrivere sul blog, magari cercando di riprendere il ritmo, continuando a mettere insieme le storie delle persone che ho incontrato ed ascoltato e qualche riflessione su questa attività: sul metodo da utilizzare, gli strumenti da adoperare e le finalità da perseguire.

Buon anno!

Ritornare

Vanda Maria Bambini nel 1934
Vanda Maria Bambini nel 1934

Dopo un lungo periodo di astensione, di lontananza dal blog per una serie di ottimi motivi, torno a queste pagine, a questa scrittura e a questo aggiornamento. E lo faccio in un giorno freddo ma soleggiato, in una bella giornata invernale.

Il ritorno coincide anche con la nuova interfaccia di WordPress con cui devo ancora familiarizzare ma mi sembra molto più fornita e ricca di menu, opzioni, funzioni, ecc.

In questo mese di dicembre uscirà il terzo articolo per la rubrica Voci della memoria su Il Fogliaccio, dal titolo “Dalla morte all’amore“. In questo articolo riporto un frammento dell’intervista realizzata con Vanda Maria Bambini a Lari, in cui racconta un tragico episodio in cui, sul finire degli anni ’30 del secolo scorso, perse la vita il suo giovane fratello e, in conseguenza di questo lutto, venne mandata a Lari per “svagarsi”, dove incontrò il suo futuro marito.

Ancora una volta ho cercato di mischiare il racconto raccolto e trascritto ai miei interventi di sutura narrativa, cercando allo stesso tempo di raccontare una storia e riflettere sul senso dell’autobiografia e sul significato che viene attribuito, attraverso la narrazione, alla propria esistenza.

Linea gotica

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Athe Gracci nel 1943

Il secondo articolo della rubrica VOCIDELLAMEMORIA su Il Fogliaccio si basa su un frammento dell’intervista realizzata con Athe Gracci, in buona parte confluita nell’introduzione a Cittadina del Mondo.

L’articolo riguarda un racconto del periodo in cui Athe ha vissuto a Biella, durante la guerra civile in Italia, in cui si recava presso l’abitazione di un industriale a Vigliano Biellese e lì si cimentava nel dialogo con gli spiriti, per avere informazioni sul figlio della padrona di casa militare a Tombolo, vicino a Pisa.

Ogni vita, una storia. Invece no. Le storie sono tante, troppe. Alcune vanno nello stesso senso della vita; altre, invece, sembrano schegge impazzite, elementi dissonanti, apparentemente intrusi, in un mosaico complesso e variegato che racconta chi siamo.

Quasi una settimana

Da tanto tempo non scrivo niente sul blog.

Ho avuto un po’ di cose da fare, un po’ di cambiamenti, impegni. All apologies.

Eppure speravo e pensavo che dalla pubblicazione del primo articolo sul Fogliaccio venisse fuori qualche mail, un maggior numero di visite sul blog, qualche commento ai post. Niente. Boh. Penso due cose: o l’articolo non è piaciuto, non ha riscosso interesse, oppure non è stato neanche letto; in alternativa immagino che i lettori interessati non utilizzino strumenti tecnologici per comunicare.

Comunque.

Sono già al lavoro per il prossimo articolo che dovrebbe essere pubblicato per metà novembre sempre nella stessa rubrica, VOCIDELLAMEMORIA.

Magari si tratta solo di avere un po’ di pazienza. Per me è sicuramente un buon modo per non lasciar dormire le interviste nell’archivio, estrarle, farle girare, continuare a diffondere la voce di chi mi ha lasciato in custodia una parte della sua memoria. E se le storie circolano, se le parole viaggiano, le esperienze possono essere comunicate, c’è sempre uno spazio per narrare. Allora c’è sempre speranza.

Alla faccia di Benjamin.

Lavorare con le storie

Da quando mi occupo di autobiografia e narrazione, raccogliendo le storie prevalentemente degli anziani, ho utilizzato tre metodologie.

La prima, avente uno scopo prevalentemente sociale e diretto alla promozione dell’incontro tra le persone, è quella della narrazione di gruppo. In questo modo, chiamando le persone a raccontare sulla base di alcuni stimoli (sapori, immagini, altri racconti, ecc.), vengono fuori storie che si rincorrono, che si cercano, che si completano. Il limite maggiore è che i narratori rischiano di essere interrotti dagli altri ed è difficile avere storie “intere” per un’eventuale conservazione, sia audio che attraverso la trascrizione.

La seconda modalità è quella dell’intervista a una persona che, spesso, assume la forma del dialogo e della registrazione di quanto viene raccontato in un flusso continuo da un unico narratore. In questo modo è più semplice registrare e raccogliere il racconto ma sono molto limitate le suggestioni e gli interventi che possono far scaturire ricordi “non previsti” dall’intervistato.

La terza modalità, più complessa e attuabile solo in presenza di alcune persone, è quella di suggerire degli esercizi di scrittura: da una scrittura per “frammenti” a una vera e propria composizione e narrazione di episodi più ampi della propria vita. È il metodo che consente di andare maggiormente in profondità e che coinvolge il narratore in una pratica di cura, come direbbe Duccio Demetrio, di sé.

La prima metodologia l’ho utilizzata nello svolgimento del Progetto Madeleine, la seconda con La rugiada sulle ginestre e la terza in Il potere delle storie e in Proposte e risate.

Non ce n’è una migliore o preferibile, ma tutte e tre sono strade da percorrere in base agli obiettivi che il ricercatore, il conduttore o il semplice ascoltatore si prefiggono.

La voce della memoria

Dalle prossime settimane saranno pubblicate sul settimanale gratuito Il Fogliaccio (distribuito a Pisa e provincia) alcune storie di persone che ho incontrato e di cui ho raccolto la testimonianza.

Sono molto contento di questa collaborazione e della possibilità di continuare a far girare questi racconti che, altrimenti, rimarrebbero imprigionati nel mio hard disk. Di questo ringrazio Massimo e Fabio che hanno apprezzato la mia proposta e hanno accettato di pubblicare queste storie.

In questo modo la voce di questi narratori che ho ascoltato con grande partecipazione continuerà a girare, trascritta e riordinata, mantenendo viva quella memoria, intreccio di storia e intimità, che ciascuno conserva e che rischia di perdersi irrimediabilmente, con la fine della vita.