L’epurazione dopo il fascismo

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Mala tempora

imageArriva una nuova stagione delle piogge e, nemmeno fossimo nel Sud-Est Asiatico, arrivano gli allagamenti, i disagi, i dispersi e , purtroppo i morti.

Continuiamo a fare i soliti errori, ad attendere il disastro per correre ai ripari, per “stanziare” i milioni per riparare quello che è stato distrutto e ormai è irreparabilmente perduto. Per “mettere in sicurezza il territorio”. Ma poi, appena torna la bella stagione, ci dimentichiamo immancabilmente che torneranno le piogge e ci saranno nuovi disastri.

La polemica politica mi interessa fino a un certo punto: sarebbero troppe le cose da dire.

Purtroppo mi viene da pensare che non sia solo un problema di eventi atmosferici straordinari, di cattivi amministratori, di politici e tecnici poco capaci di prevedere i disastri.

Siamo tutti così, nelle nostre vicende quotidiane: siamo abituati a turarci il naso, a procrastinare quello che non ci obbliga a provvedere immediatamente, a lasciare che le cose vadano avanti, inerti, senza senso.

Per questo non ci dobbiamo meravigliare né arrabbiare con i responsabili in prima persona: lo siamo tutti, a partire dalle nostre vite.

A me viene da pensare questo.

(Nella foto un’immagine del fiume Era questa mattina a Pontedera. Fortunatamente sotto controllo, dopo aver fatto i danni del 1966…)

Beccanoce al Villaggio La Francesca

Nuova presentazione del libro “Beccanoce. La storia mai raccontata” al Villaggio Turistico “La Francesca” di Bonassola (SP) SABATO 13 FEBBRAIO 2010 ALLE 17.30.

Il libro, edito da Felici Editore nel 2009, scritto da Massimo Novi, racconta la storia di Luigi Volpi da Peccioli detto Beccanoce.

In questa circostanza non ci sarà Luigi Volpi ad intrattenere direttamente il pubblico con i suoi racconti, come nelle altre occasioni, ma sarà il libro da solo a dover parlare per lui, con le voci trascritte di tutti i narratori che hanno contribuito alla scrittura di questa storia.

Invito a La Francesca

La geografia di Beccanoce

Mentre ci avviciniamo alla quarta presentazione del libro di Beccanoce, tiro fuori uno dei tanti materiali di lavoro di cui mi sono servito nel corso della realizzazione del libro. Si tratta di una mappa che rappresenta geograficamente i luoghi in cui sono state realizzate le interviste oppure quelli di provenienza dei singoli testimoni.

I singoli colori rappresentano i diversi capitoli: miracolo, crisi, guarigioni, rabdomanzia, stregoneria, suicidi, destino.

Ovviamente, con il libro alla mano, è possibile incrociare i nominativi e i rispettivi luoghi con estrema facilità.

Tenendo sempre presente, come diceva Melville, che le mappe mentono sempre, i veri posti non ci sono mai…

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