Sad YouTube

Ascoltando la solita rassegna stampa quotidiana (in podcast) di Pagina 3, mi imbatto nella lettura di un articolo di Violetta Bellocchio (bellissimo) pubblicato su Rivista Studio.

Molto bello l’incipit, molto bello quello che racconta.

Si tratta di una curiosa esperienza di raccolta di memorie autobiografiche e narrazioni come commenti alle canzoni di Youtube. Qui il link Sad YouTube.

E voi cosa ne pensate dell’idea che il web sia diventato un mare magnum di racconti, ricordi, emozioni e narrazioni?

I caposaldi della vita contadina

Nell’ambito della collaborazione con la Rete Museale della Valdera, l’associazione Il Giardino degli Elefanti ha realizzato alcune interviste che parlano delle memorie del lavoro.

Tra questi, Leo Bagatti (detto Budeo) di Perignano (Spinelli, sennò si offende) racconta come veniva lavorata la vigna per fare il vino e come veniva allevato e macellato il maiale. Di cui non si butta via niente, come si sa.

Il bello è che lui fa ancora così… Ascoltare per credere!

140 caratteri per dire le cose

Non si direbbe.

Inserire 140 caratteri per dire qualsiasi cosa potrebbe apparire, a prima vista, una limitazione.

E, in effetti, lo è.

Eppure lo strumento inventato da Jack Dorsey, il cinguettante twitter, soprattutto al di fuori dei confini nazionali ma – piano piano – anche in Italia, sta prendendo sempre più piede e diventando un modo di mantenedere le persone in contatto senza la fatica di foto, immagini, video, musica, chat.

La semplicità, ancora una volta, si rivela sul web (e non solo) uno dei mezzi più efficaci e coinvolgenti.

In un mondo che corre e va di fretta, dove la comunicazione è strumentale a qualsiasi tipo di attività, uno strumento semplice e versatile, capace di collegarsi ad altri strumenti altrettanto funzionali (WordPress, Youtube, Last.fm, ecc.), è veramente vincente.

Insomma. Mi ci trovo bene, via…