Strumenti per la raccolta delle fonti orali

In effetti questo blog dovrebbe occuparsi di storie e di memorie.

Però, per svolgere l’attività di raccoglitore di storie, c’è bisogno di strumenti e anche di un pizzico di tecnica: basta con la deriva romantica per cui basta essere mossi da un forte impulso (emotivo o artistico, non importa) per realizzare il proprio progetto, desiderio o  lavoro!

La costruzione delle fonti orali, per quanto possa apparire semplice, comporta l’acquisizione di una serie di competenze tecniche rigorose e, contemporaneamente, l’utilizzo di strumenti idonei allo scopo prefisso.

Per diventare bravi, invece, occorre mescolare competenza tecnica e passiome. Ma qui parliamo di arte…

I primi pionieristici raccoglitori utilizzavano l’ormai leggendario magnetofono, di cui Nuto Revelli scrive una commovente apologia nella prefazione a uno dei suoi più bei libri.

Oggi ci sono i registratori digitali. E gli smartphone.

Ad esempio, l’esercito statunitense delle storie (molto più simpatico dei marines) propone l’utilizzo dell’iPhone come strumento per raccogliere storie e inserirle nel loro enorme database.

Continuerò a parlare di strumenti tecnologici, registratori e smartphone, per impiegarli nella registrazione delle storie e, successivamente, nella trascrizione ed elaborazione testuale.

Rimanete connessi!

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Zoom H2, H4 e H4n

Il Giardino degli ElefantiVisto che il post più visitato del blog continua ad essere quello sui vari registratori digitali, con tanto di discussione su quali usare per registrare le interviste, anticipo che tra un po’ dovrei riuscire a mettere qualche articolo che compari realmente i vari registratori della Zoom, fino al nuovissimo H4n.

Infatti, grazie al progetto sulla realizzazione di una webradio nel Comune di Lari, l’Associazione “Il Giardino degli Elefanti” si è dotata di altri due registratori (comprati su strumentimusicali.net) che verranno distribuiti ai volontari per la realizzazione di interviste e programmi radiofonici. Anche su questa iniziativa presto metterò qualcosa, compreso il link al futuro sito.

Abbiate un pochino di pazienza…

Limiti dello Zoom H4 e H2

Credo che la qualità di registrazione, trattandosi di apparecchi tascabili, sia raggiungibile solo attraverso l’Edirol che, per quanto ne so (e non è molto), ha un costo piuttosto elevato (oltre 300 euro).

Per questo motivo, un paio di anni fa, dopo un’attenta valutazione, sono passato da un dittafono Sony a uno Zoom H4 che continua a fare un egregio lavoro per qualità, versatilità e compatibilità con Ubuntu. Il limite maggiore, a mio giudizio, è costituito dall’interfaccia software un po’ limitata e dai comandi che non sono ancora integrati come in un normale cellulare o un iPod, ma occorre scorrere l’elenco dei menu con una rondella laterale.

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Registrare le interviste con lo Zoom H4

Confrontandomi con altri ricercatori che raccolgono fonti orali, mi è capito di riflettere sullo strumento utilizzato, vagliando le varie soluzioni adottate.

Il primo dilemma, ovviamente, è quello tra analogico e digitale. Lasciando da parte la tecnologia analogica, troppo macchinosa per le possibilità attuali, scelgo decisamente il digitale, anche a scapito di qualche rischio in più che si può correre.

Sondando il mercato dell’offerta di registratori digitali, ci sono due grandi famiglie a cui rivolgersi: da un lato i Sony MiniDisc e, dall’altro, i dittafoni digitali (Sony e Olympus su tutte). Il primo, indubbiamente, offre una qualità di registrazione elevatissima, tanto da essere utilizzato anche da musicisti classici per performance in cui non si disponga di studi di registrazione, mixer e quanto altro. La seconda tipologia di registratori risulta essere molto versatile con la possibilità di realizzare rapidamente tracce multiple, per saltare rapidamente da un passaggio all’altro dell’intervista.

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